Un caro saluto a Dario Fo

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Il 19 marzo scorso, Dario Fo ci rilasciava un’intervista per il suo ’90 compleanno. Ed è così che oggi a distanza di sette mesi ci lascia il più grande attore, drammaturgo, regista, scrittore, scenografo e pittore della storia del teatro italiano. Gli rendiamo omaggio ripubblicando un suo momento di condivisione con la redazione del Journal .

La sua storia è infinita, i suoi testi teatrali sempre di impregnati di grande cultura, sono propri della Commedia dell’Arte Italiana e vengono rappresentati in tutto il mondo.

La sua carriera inizia dopo gli studi all’Accademia di belle Arti di Brera, nel 1950 compone testi di satira per la RAI ed è autore di monologhi radiofonici. Nel 1954 sposa l’attrice Franca Rame, che lo seguirà per tutta la vita. Negli anni ’60 con il suo “teatro borghese” recita nelle piazze per poter portare a classi subalterne il teatro. Nel 1980 gli viene negato il visto d’ingresso negli Stati Uniti poichè viene accusato di essere comunista. Nonostante da oltre dieci anni l’America è “padrona” della luna, pensieri inconfessati la fanno agire come il tempo si fosse fermato a Sacco e Vanzetti.

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Già candidato al Nobel nel 1975, il 9 ottobre del 1997 il drammaturgo Dario Fo riceve a Stoccolma dalle mani del Re Gustavo di Svezia il premio Nobel per la letteratura, assegnatogli con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Il commento di Fo è stato: « Con me hanno voluto premiare la Gente di Teatro ».

Come nella commedia dell’arte, le sue opere sono sempre pronte a subire modificazioni, che continuamente inducono gli attori all’improvvisazione, in modo da coinvolgere il pubblico in un modo sorprendente. La sua è una grande Opera che non può che essere  ricordata nel significato di un Nobel.

E infine, oggi, lo ritroviamo impegnato in una Organizzazione Onlus  (Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale fondata da Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo) che vuole essere vicina alle persone disabili, e per questo gli rivolgiamo alcune domande a riguardo…

Maestro – da cosa nasce il suo impegno a favore delle persone con disabilità?

Dario Fo – Nasce da molto prima di aver ricevuto il premio Nobel, al punto che abbiamo dedicato il Nobel e i riconoscimenti economici del premio stesso che ci è stato elargito per creare un movimento, una organizzazione che si occupasse delle persone che hanno disabilità motorie oltre che dell’esigenza di sopravvivenza. Abbiamo creato questo centro dedicato al premio che abbiamo ricevuto “un Nobel per disabili”

Siamo venuti a conoscere questa fondazione in occasione della nostra amicizia e del tuo supporto a favore di uno studente disabile iscritto all’Università di Modena e Reggio Emilia, in che cosa consiste?

Dario Fo – Lo dice già il nome la Fondazione Nobel per i disabili, una realtà che si fa carico di venire incontro proprio alle persone con disabilità, e per le quali – recentemente – abbiamo acquistato quaranta mezzi di locomozione che consentano, a queste donne e questi uomini con difficoltà oggettive, di essere sollevati con appositi congegni elettrici e quindi trasportati nei luoghi di destinazione. Oltre a questo supporto logistico ci preoccupiamo sempre di più delle persone che hanno problemi finanziari, problemi finanziari talmente importanti che gli rendono difficile perfino di avvicinare il mondo della cultura quasi non partecipassero più a quella vita sociale di relazione indispensabile per mantenere l’equilibrio psicologico.

Disabilità non solo motoria, ma anche di difficoltà ad accedere alla cultura…lei e Franca avete lavorato molto in tal senso. Che messaggio di sensibilizzazione vuole dare.

Dario Fo – Il problema è partecipare…c’e’ una canzone bellissima di De André e del suo gruppo che racconta di quanto sia importante essere presenti dentro le cose e non stare alla finestra a vedere come vanno solo per applaudire o dissentire. Se una persona non da il suo apporto completo alle cose sta barando e a volte perfino per sentirsi presenti ed acclamati – c’è gente che finge di aiutare questa gente -. Nelle cose, invece, bisogna esserci dentro: sporcarsi le mani, la faccia ed anche il cervello.

Come nella commedia dell’arte, sono opere sempre aperte ad aggiunte innovative e modificazioni, che continuamente inducono gli attori all’improvvisazione, in modo tale che il pubblico ne viene coinvolto in maniera sorprendente. La sua è un opera di eccezionale vitalità e portata artistica.

Le opere pittoriche di Dario Fo sostengono il Nuovo Comitato – Il Nobel per disabili Onlus

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