Il piccolo grande papero piantagrane: Paperino

Antilia e Zefiro, questa domenica hanno preparato una gita fuori porta diversa dal solito: ci conducono dentro la storia di Paperino. Il papero vestito da marinaio che, con la sua inconfondibile voce, rimane il beniamino incontrastato del publico dei grandi e dei bambini. 

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Paperino è uno dei più famosi divi di Hollywood. I suoi disegni animati, dopo essere stati candidati molte volte, hanno vinto l’Oscar.

Nel 1970 la Repubblica di San Marino emise un francobollo in suo onore e nel 1984 il Bhutan, le isole Maldive e Grenada decisero di dedicargli francobolli commemorativi. 

Fu Clarence Nash che prestò la voce al papero, e come inventore del suo linguaggio ne diventò l’anima. Una sua celebre esibizione viene ricordata nella versione del Cantico di Natale di Dickens del 1983. In un certo senso Clarence è Paperino

Come molti ventriloqui Nash ha una doppia vita. A volte parla per suo conto e altre volte attraverso Paperino. Ed è così che negli anni – Clarence e Paperino – si sono esibiti in tutti i Paesi del mondo.

Clarence Nash, nato in Oklahoma, è cresciuto vicino a Independence, nel Missouri; qui, fin da piccolo, si fa notare per la sua abilità a imitare caproni, mucche e uccelli. Da giovane sognava di lavorare nel varietà. Aveva imparato a suonare il mandolino ed era dotato di una buona voce. A Chicago ottenne una scrittura per uno spettacolo di varietà che si esibiva nei piccoli centri.

Nash si specializzò anche in un repertorio di trilli, cinguettii, gorgheggi, squittii e stridi, tanto che sul cartellone veniva presentato come “Uccello che fischia”, ma gli uomini uccello non “richiamavano” pubblico, ed è così che Clarence si prestò ad altre attività: come svolgere manutenzione per il Telegrafo di San Francisco.

Nel 1930 (il periodo della grande crisi) Nah fu licenziato e andò ad abitare a Los Angeles con la moglie Margaret, dove fu assunto da un’azienda che produceva latte con lo slogan “mens sana in corpore sano”.  Guadagnava 35 dollari la settimana, più il latte, la panna, il burro e le uova di cui aveva bisogno. 

Andando al lavoro passava davanti agli Studios Walt Disney a Los Angeles; un giorno entrò e diede alla segretaria un suo biglietto che lo definiva un imitatore del canto degli uccelli “per la gloria del latte”. Fu ricevuto da un dirigente della Walt Disney a cui Clarence recitò una filastrocca in paperinese. Era il papero che alla Disney cercavano da tempo. 

Il 9 luglio 1934 il personaggio di Paperino fece la prima apparizione in “La gallina saggia”.

La favola racconta di una gallina rimasta vedova e bisognosa d’aiuto, per piantare granturco, che sale a bordo di una chiatta dove Paperino indossa una giacca da marinaio e sta ballando al suono della cornamusa. Lui è tutto allegro finché la gallina non gli chiede aiuto, allora Paperino fa una smorfia e si addita lo stomaco dicendo “No, ho mal di pancia!”. Da allora è sempre rimasto uno scansafatiche e un piantagrane. 

Nonostante il personaggio più noto fosse Topolino, Paperino riceveva più posta e le storie con Paperina erano molto più seguite rispetto a quelle di Minnie con Topolino.

Tra tanti ammiratori c’era anche Toscanini che, aveva una vera passione per Paperino, gli piaceva soprattutto il The Band Concert (Il concerto per banda) in cui Paperino suona una melodia sull’ottavino e fa impazzire Topolino, il quale tenta invano di dirigere la sinfonia di Guglielmo Tell.

Quando gli Stati Uniti decisero d’intervenire nella seconda guerra mondiale, Paperino fu reclutato per fare film patriottici. Nel 1943 il suo cortometraggio “La faccia del Führer” vinse l’Oscar per il miglior cartone animato.

Non tutti però amavano Paperino; nel 1971, in un libro pubblicato in Cile, egli veniva accusato di essere un agente della CIA e, insieme ai suoi amici Pluto, Pippo e Topolino, veniva bollato come una sorta di agitatore culturale. Secondo gli autori i personaggi di Disney rappresentavano una minaccia per il Cile, perché sostenevano istituzioni borghesi come l’iniziativa privata.

Nel 1978 un membro del Comitato per la Gioventù di Helsinki, tentò di convincere l’amministrazione cittadina a bandire ogni immagine di Paperino dalle pubbliche sale d’attesa. Il motivo? Perché Paperino conduceva una vita immorale, flirtava da anni con Paperina e non l’aveva ancora sposata. 

Il matematico tedesco Hans von Dtorck passò al contrattacco e, in qualità di presidente del Donald Duck Club dell’Europa occidentale, dichiarò che Paperino era uno dei paperi più morali della storia. Scrisse così all’ambasciatore finlandese di Bonn, esortando di chiedere a Helsinki di non arrivare a mettere al bando il papero. Ma la richiesta non passò. 

“Paperino, sei accusato di essere immorale. Bevi o Fumi?.”

“Attribuisco la mia buona salute, e la mia lunga vita, al fatto che non ho mai introdotto nel mio organismo né catrame né nicotina.”

“Quindi hai condotto una vita pulita?.”

“Puoi dirlo a voce alta, amico.”

“Quando sposerai Paperina?.”

“Quando mi garberà.”

“Si dice che forse imprimeranno l’impronta del tuo piede nel cemento davanti a Mann’s Chinese Theatre di Hollywood, e che forse ti dedicheranno anche una stella nell’Hollywood Boulevard.”

“Si, direi che era ora.”

“Ti sta venendo l’egomania del divo?.”

“No, figurati, sono un papero umile.”

“Sicuro Paperino, hai proprio ragione”.”

Il racconto è presente nell’audio eBook “Le Farfalle di Antilia”.

Le farfalle di Antilia | Marika Lion e Angelo Santoro