Tra un governo ladro e un governo Twitter, preferisco quello ladro

Ebbene, tra un governo ladro, un governo tecnico, un governo di burocrati e un governo politico siamo arrivati al governo dei Twitt, nel senso che per non sprecare tante parole in 140 caratteri si possono dare disposizioni per governare un Paese. È il trionfo della post-modernità, ma soprattutto di coloro che non hanno un cavolo da dire in quanto totalmente impreparati.

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Siamo all’apoteosi dello slogan come un qualsiasi prodotto di consumo; e di slogan in slogan si creano tanti di quegli equivoci che, messi insieme, fanno un disastro: è ciò che sta avvenendo non solo in Europa, ma dell’Occidente tutto.

Si passa da un eccesso all’altro, solo che quando ce ne accorgiamo è troppo tardi perché nel nostro essere piccolo borghesi, tartassati di tasse e burocrazia, ci siamo illusi che ad una politica twitterara fosse seguita una semplificazione del sistema. Invece no.
Abbiamo due poli completamente opposti: per accedere ad un’appalto pubblico o un semplice concorso per fare il bagnino devi sottostare ad una serie di regolamenti che sono più lunghi del “Il capitale” di Karl Marx.

Ti sei illuso che alla politica ridotta a 140 battute seguisse un’adeguata rivisitazione del burocratese. Macché! Una volta fare il politico richiedeva una presenza sul territorio continua. Il villano se ne fregava dell’incontro con la Merkel o con Macron. A lui interessava il permesso per fare la stalla dove dar alloggio alle mucche…altro che le quote latte imposte dalla Comunità Europea!

Al bifolco bastava la parola, un Twitt ancora più corto delle 140 battute, per capire se poteva o no contare sul fatto che il signorotto lo aiutasse o meno a comprare più vacche da mungere per produrre formaggio…cosa cazzo gliene fregava della convenzione di Ginevra sugli accordi per contingentare i muggiti di Carolina?!

Sono patetici questi signori, peraltro che non sono mai entrati in un supermercato, quando gli vengono poste le domande sulla vita di tutti i giorni: dimostrano che non ne sanno un piffero!

Meglio, molto meglio, quei politici di una volta, quelli che ti fregavano la metà della stalla e la metà delle pecore, ma almeno ti lasciavano l’altra metà dell’una e dell’altra. Quelli onesti di oggi, coloro che twittano e mandano messaggi via Facebook, che governano col conta battute dei social, non rubano, ma ti fanno morire le bestie nella stalla. Perché non sanno se le tue vacche mangiano chiodi o erba medica.

Infatti, se fossero sottoposti a una scelta del genere si confonderebbero con l’ultima disposizione del ministero della Salute, promettendo l’adeguamento delle forniture ospedaliere al bisogno effettivo di erba medica. Ovviamente, tutto ciò non senza aver verificato preventivamente l’avallo dei medici.

Ecco perché tra un governo ladro e quello Twitter, preferisco quello ladro.