Se la politica non sà dare l’esempio, è anarchia

Da sempre, ma soprattutto in questo ultimo periodo sono i cittadini italiani che avrebbero bisogno di un po’ più di tempo, in molti casi quella proroga di poche ore fa la differenza tra vivere o morire per una vita diventata insopportabile. 

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Ma partiamo da alcuni dati, se volete retorici ma inequivocabili. L’Istat certifica che poco meno di 5 milioni di italiani campano stabilmente sotto la soglia di povertà e altri 10 milioni presto li raggiungeranno in questo triste primato della disperazione. 

Aspettare un giorno per costoro, fa davvero la differenza di vedersi sigillare il contatore del gas solo per aver ritardato il pagamento di una bolletta e congelare per il freddo in pieno inverno; oppure ritardare il pagamento di una multa perché non hai nemmeno i soldi per cambiare le gomme e, come fosse una burla, vedersi addebitare interessi stratosferici. 

Voglio dire che anche pochi minuti nelle situazioni di emergenza possono essere importanti per risolvere situazioni momentaneamente difficili della vita. 

Gli stessi momenti difficili che stiamo vivendo per la mancanza di un governo nel nostro Paese; un Paese già in gravi difficoltà a causa di un debito pubblico fuori controllo, il lavoro che, per la maggior parte degli italiani, è diventato una chimera e una concorrenza spietata che ci viene fatta dagli altri Stati membri d’Europa. 

Ci riferiamo ai vantaggi fiscali e a un costo della mano d’opera di gran lunga inferiore al nostro che vedono trasmigrare le aziende dall’Italia alla Slovacchia, piuttosto che in Romania: caso Whirlpool, docet! 

Sopportiamo tutto questo senza avere difese, visto che abbiamo rinunciato alla nostra sovranità monetaria per iscriverci da poveri nel club dei Paesi ricchi: almeno una volta potevamo svalutare la nostra lira e guadagnare il tempo necessario per poterci riprendere da una crisi economica momentanea. 

Dunque, il tempo nelle emergenze è vitale; solo che non sembrano accorgersene i nostri politici e parlamentari che, in queste ore, dovrebbero essere riuniti in assemblea plenaria giorno e notte per fare un Governo di mediazione: sembrano aver dimenticato che la nostra è una Repubblica parlamentare e la legge elettorale è quasi tutta proporzionale!

Invece, a poco meno di 60 giorni dal voto e con la pancia piena per aver incassato il primo stipendio, senza peraltro fare un cazzo, vanno a spenderlo in vacanza per il ponte del primo maggio; poi torneranno ad incontrarsi subito dopo le ferie. Oddio, subito mi pare esagerato, diciamo con calma! 

Un Paese dovrebbe essere come un buon padre di famiglia, se non riesce a dare l’esempio i figli potranno solo che diventare anarchici, lo diventeremo? Beh, allo stato delle cose, è possibile!