• mercoledì , 17 gennaio 2018

Riflessioni e rimpianti di un figlio

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

 

Nel bene e nel male il fil Rouge che ci lega ai genitori è il sentimento più intenso che potremo mai provare nella vita, in quanto ogni figlio si rispecchia nella madre e nel padre. E loro, i genitori, in maniera più apprensiva che razionale, per tutta la vita cercano di immedesimarsi nei figli senza mai riuscirci; in questo gioco, il rischio che ci si possa travolgere è sempre alto. Per questo motivo il mestiere del genitore è il più vecchio, ma anche il più difficile del mondo: i figli spesso sono vittime consapevoli di questa officina dell’esistenza.

Quando siamo insieme a loro (i genitori), che ci conoscono bene, torniamo bambini. A volte è proprio per questo che, anche se adulti, temiamo di cadere in una sorta di fusione paralizzante, la quale improvvisamente ci fa pensare se per davvero i genitori hanno adottato i cambiamenti che hanno contraddistinto la nostra crescita.

Inoltre, noi figli, non sappiamo accettare ciò che non alberga nel nostro cuore; tolleriamo tutto ciò che non ci riguarda per rispetto, ma temiamo che le confidenze possano essere tradite e per questo ci fingiamo contenti di ogni cosa. A volte percepiamo una fastidiosa invadenza che alimenta la nostra rabbia, ma anche se allo stesso tempo proviamo forti sensi di colpa, non amiamo condividere quello che non entra nella nostra sfera intima tra genitore e figlio.

Egoisti per quell’amore che alberga solo dentro di noi e che vorremmo tenere segreto per tutta la vita.

In tempi recenti, con il sopraggiungere delle famiglie allargate, il desiderio di ogni genitore è stato quello di costruire amicizie, e questo ha sempre confuso le idee perché in natura nessun figlio cerca nuovi amici nel contesto familiare: finisce che i desideri diventano conflitti e i conflitti incomprensioni.

Ma la pace con i sentimenti conflittuali è necessaria, specie quando vediamo invecchiare i genitori; un momento particolare dove d’improvviso, ci rendiamo conto di vivere noi stessi il loro ruolo – magari perché a nostra volta diventati genitori! La cosa più saggia è di apprendere le cose di volta in volta, e allontanare i risentimenti di ciò che avremmo voluto che fosse e non è stato. Spesso temiamo il conflitto, a volte siamo prepotenti, mentre d’abitudine ci irrigidiamo fino a non comprendere: quasi a somigliare a dei porcospini desiderosi di abbracciarsi, ma di frenare al tempo stesso per il timore di provocare ferite.

Caro papà, è Natale! Ed ecco che ad ogni figlio appare, – come fosse successo poco prima -, il genitore che entra in camera da letto e con la buonanotte ci fa sentire grandi: senza mai dedicarci il tempo che avremmo voluto. Come dicevamo, forse siamo egoisti, ma anche caparbi da lasciare nel nostro cuore lo spazio per una carezza, oltre a scrivere sul quel vecchio quaderno ora in soffitta, che c’e un posto speciale sempre aperto all’unico vero amore: Il mio e il tuo.

Ascolta

Post simili