Produttori di populismo


C’è voluto un grande impegno: ricerche di mercato, ruberie e corruzioni di ogni genere per arrivare a produrre il populista perfetto. Perfetto, al punto che si può fotocopiare finché non finisce la carta nel cassetto.

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Scrivo questo articolo ispirato dal recente intervento alla Camera dei deputati del ministro Toninelli. Francamente la mia attenzione non è stata attirata dai contenuti giacobini del suo discorso, ma dalla determinazione con cui questo Governo ha aperto il vaso di Pandora, inondando di “verità” la pubblica opinione.

Ma lo vogliamo? Ci interessa conoscere il marciume del Paese? A noi cittadini ce ne viene qualcosa? Mi sono risposto che le cose possono essere cambiate in silenzio, senza clamori, che dopo tanti anni non serve a nulla sapere i fatti, se non agitare quelle acque intorpidite che favoriscono la nascita di idee rivoluzionarie.

Il mio timore è che l’Europa, con tutti i suoi difetti, possa essere spazzata via, non già dalla Ragione che muove il mondo, ma da quegli elettori impoveriti e incazzati che, senza alcun ideale, spinti solo da una rabbia cieca, si recano alle urne con l’idea di cacciare i burocrati e i banchieri ritenuti responsabili delle loro difficoltà.

Per arginare la catena di montaggio dei populisti mi pare chiaro che la prima cosa da fare è sospenderne la produzione. Però non è semplice come sembra, perché qui parliamo di far tacere quegli intellettuali saccenti à la Saviano, tanto per fare un esempio, che continuano a criticare e, in molti casi, offendere e insultare i componenti del Parlamento e i ministri che sono stati chiamati legittimamente a costituire il Governo.

Le opposizioni di oggi, quelle che hanno prodotto i populisti, se ne fregano del buon senso e continuano ad oliare la catena di montaggio al punto che in soli pochi mesi, dalle elezioni del 4 marzo, ne hanno aumentato la produzione del 20%. Infatti, il magazzino oggi ne conta molti di più: almeno a dare credito ai sondaggi che li vedono stipati all’inverosimile.

Il M5S che aspiravano ad avere un ruolo importante da oppositori, per prepararsi alle prossime elezioni e sterminare i gattopardi, mai e poi mai avrebbero immaginato che gli venisse offerta, su un vassoio d’argento, la possibilità di governare. Anche perché il vincitore, quello che aveva preso più voti, era risultato il Centrodestra.

Loro stessi, ad un certo punto, hanno perfino ammesso di avere a disposizione più posti da riempire che uomini: Conte, uscito dal cilindro come il coniglio del mago (e fatto presidente del Consiglio) ne è un esempio. Se poi aggiungiamo che lo stesso Conte è stato scelto da Bonafede…batti lei diceva il mitico Fantozzi in una altrettanto mitica partita a tennis giocata durante una giornata di nebbia pazzesca.

Accidenti che tenacia questi produttori di populismo! Non hanno ancora compreso che è inopportuno continuare a produrne. Eppure dovrebbero averlo capito di aver saturato il mercato, no?!