• domenica , 19 novembre 2017

Oggi, 12 ottobre 2017, un pensiero

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Tra i tanti avvenimenti salienti che sono avvenuti il 12 ottobre ne ho scelto uno, un po’ a caso come i palloncini colorati che prediligono i bambini affascinati dal luna park della vita: la nascita del primo Ospedale psichiatrico in Virginia (USA).

ascolta

 

L’America è emblema e cuore pulsante del mondo dove svetta il Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, è lì che il mondo si riunisce per distribuire le pagelle di civiltà; negli ultimi anni l’Occidente, in special modo, ha preso a bacchettate e messo in castigo dietro la lavagna i Paesi del Medio Oriente perché colpevoli di inciviltà, sempre sporchi di nero e puzzolenti di petrolio che per quanto cerchino di portarglielo via, loro (i mediorientali), invece, continuano ad estrarre per il gusto di imbrattarsi.

Mentre la civiltà d’Occidente si evidenzia nello Stato della Virginia già nel 1773, quando il 12 ottobre gli americani aprono il loro primo Ospedale psichiatrico, più o meno 900 anni dopo che Ahmad ibn Tulun costruì al Cairo, nell’incivile Medio Oriente, un’Ospedale specializzato nel fornire assistenza ai malati di mente.

Non voglio certo ripercorrere le origini della psichiatria, ma solo ricordare una data a me particolarmente cara e concedermi il privilegio di raccontarla secondo un’ottica storica che fissa alcuni punti dimenticati, tanto siamo presi dalla foga di gareggiare nei primati per essere citati, spesso a torto, tra i Guinness.

Certo, Cristoforo Colombo scopre le americhe proprio il 12 ottobre del lontano 1492, ma di questo storico avvenimento è stato discusso talmente tanto che per celebrare la giornata forse mi sarei ispirato di più a San Salvador, è così che il navigatore, appena sbarcato, ribattezza l’isola di Guanhami.

Dunque, i malati di mente (perché anche Colombo forse non era normale!); un mondo sconosciuto (quello dei pazzi) che la civile modernità aveva pensato bene di rinchiudere per la vergogna che provavano la gran parte delle famiglie; oltre alla curiosità degli studiosi che pensavano di capire la diversità con l’estrazione del cervello e la sua palpazione, oppure stimolandoli con l’elettricità pensando (gli studiosi) che l’avessero inventata (l’elettricità) per guarire i matti.

Non è un caso che nel mondo antico, quando le cose profumavano di semplicità, i diversi venissero rispettati come esseri dal tocco taumaturgico e trattati come divinità, quasi a riconoscere la benevolenza di Dio. Il mondo della superficialità, invece, li ha sempre rifiutati e relegati negli ultimi posti del Creato.

Eppure, i più grandi artisti traevano la loro genialità da queste forme di follia quasi extra terrena che gli ha permesso di regalare alla storia e a tutti noi le opere più belle.

Voglio ricordare e dedicare questo 12 ottobre a tutti coloro che la società contemporanea ha rinchiuso nell’anonimato di un manicomio dove, anche se non c’è più la legge (in Italia), ancora lì esclude dalla vita della collettività. Io li includo, invece, e ogni 12 ottobre che avrò il privilegio di vivere, lo dedicherò a loro.

Immagine: Disegno di Egon Leon Adolf Schiele, meglio conosciuto come Egon Schiele (Tulln an der Donau, 12 giugno 1890 – Vienna, 31 ottobre 1918), pittore e incisore austriaco. Pupillo di Gustav Klimt. 

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