Migranti nella tratta dei super-ricchi

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Alla gran parte dei migranti arrivati in Italia, in maniera apparentemente rocambolesca, viene rifiutato il permesso di soggiorno e in quel preciso momento perdono tutti i diritti ad essere assistiti; cioè, gli vengono tolti i mezzi di sussistenza che avevano consentito loro fino ad allora di essere uomini.

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Questi esseri umani che la legge prevede siano rimpatriati, non vengono rimpatriati, ma vanno a stazionare nei luoghi di transito e relax dei centri urbani, come stazioni, parchi pubblici e ecc.; questo vuol dire che per rimanere vivi provvedono alla propria sussistenza cimentandosi nelle attività più oscure e, ancora una volta, diventano il braccio periferico della criminalità, magari la stessa con cui sono venuti in contatto prima di partire e che ha organizzato il loro viaggio.

La Caritas e le altre nobili associazioni fanno quello che possono, come effetto tampone: il loro lavoro non solo è pregevole, ma indispensabile per la sopravvivenza di questi disgraziati che abitato in quello spazio virtuale chiamato la terra di transito.

Questa riflessione, soprattutto nota ai cittadini italiani più miserevoli, è per dire che il gigantesco affare creato intorno alla disperazione dell’uomo non permette di risolvere un fenomeno che potrebbe essere fermato con una certa facilità se solo si volesse.

Infatti, abbiamo catturato da Bin Laden fino ai ricercati più tristemente famosi e fino a detronizzare i Satrapi più infami, mentre nonostante il brulicare dei droni sui territori da dove partono i poveri migranti, trattati peggio che animali, il mondo d’Occidente e d’Oriente non riesce a prendere a calci nel sedere i padroni e signori del mercato degli schiavi.

Abbiamo iniziato in maniera dubitativa, riferendoci all’arrivo “apparentemente rocambolesco” dei migranti perché di avventuroso non c’è proprio nulla; piuttosto, il traffico di donne, uomini e bambini è una perfetta catena di montaggio che fa degli schiavisti la nuova generazione di ricchi africani. E quando diventi ricco è come possedere la bomba atomica: sei intoccabile; anzi, quasi diventi amico degli amici.

Quanti sono e chi sono i nuovi miliardari fuori classifica ufficiale, ma ben più ricchi degli stessi ricchi, non ci è dato sapere. Possiamo solo lasciarci andare alla fantasia di Emilio Salgari e la personalissima saga dei pirati, con la differenza che loro si arricchivano depredando gli opulenti galeoni del vecchio Continente, mentre i negrieri africani, con sede nei Paesi più prestigiosi, accrescono i patrimoni sulla disperazione dei migranti e sul conseguente degrado sociale che è causato dalla miseria e dalla povertà di risorse e di opportunità che accomuna oramai, in modi e intensità diverse, Paesi di provenienza e di accoglienza.

Perché è sempre più evidente che il mondo è diviso in due, e non è una distinzione che ha a che fare con la nazionalità o l’etnia: poveri (tra cui impoveriti che aumentano considerevolmente ogni giorno), e super-ricchi che affamano e parassitano l’ottanta percento della ricchezza che si produce.

Cari amici: è l’immigrazione, non il terrorismo, il cavallo di Troia che ha penetrato l’Occidente e trasformato l’Europa in ciò che chiamo Eurabia. È l’immigrazione, non il terrorismo, l’arma su cui contano per conquistarci, annientarci, distruggerci. L’arma per cui da anni grido: «Troia brucia, Troia brucia». Oriana Fallaci