Matteo Salvini può solo andare al voto


Se il mondo dei buoni si scatena per l’immagine forte di una donna sotto shock che fissa il vuoto, salvata recentemente dopo essere rimasta in acqua in balia della morte nelle acque libiche, incolpando di ciò il nostro ministro degli Interni “intransigente”, figuriamoci cosa succederebbe se dovesse accadere una cosa analoga nelle acque territoriali italiane. Penso ricordiate l’episodio di Josephine, no!

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Ci sarebbero fiaccolate in ogni dove, organizzate come un grande spettacolo planetario…altro che le magliette rosse! Magliette che molti hanno scelto di indossare per coprirsi dal sole cocente mentre sono ospiti di una lussuosa barca a vela.
La drammatica situazione economica del Paese, causata da un’occupazione precaria e sottopagata, ha assoluta necessità di una figura politica che almeno li riscatti nella dignità perduta, oltre ad ascoltare una frase semplice, ma efficace, come “prima gli italiani” che fa la differenza nel cuore di molti di loro. Ma quanto durerà questa simpatia?

Certo, l’universo periferia che più da vicino si misura con la disperazione dei migranti visti, ingiustamente e in modo azzardato, come concorrenti nel lavoro sottopagato e nell’accesso ai servizi sociali (soprattutto la sanità gratuita), fanno la maggioranza degli elettori che, incazzati, potrebbero voltarsi d’improvviso da altra parte solo all’idea che il politico del riscatto sociale possa essere sconfitto.

A quel punto, l’italiano colpito dalla crisi che lo ha costretto a ridimensionare la sua vita potrebbe rassegnarsi ad un lavoro precario mal pagato, piuttosto che niente. Solo che, negli ultimi anni, di piuttosto in piuttosto, milioni di italiani sono tornati alla miseria, altro che povertà. Quella è già un privilegio!
Adesso, sull’onda di questo consenso leghista, per ora attestato dai sondaggi, Salvini deve andare alla verifica del voto rapidamente, per certificare il suo consenso elettorale e tenere accesa la fiamma della speranza in quanti credono nella sua politica.

Altrimenti, il rischio è quello di precipitare nell’indifferenza come successe a Guglielmo Giannini e il suo “Fronte dell’uomo qualunque” che, nel 1946, a sorpresa, potè contare su 30 deputati all’Assemblea costituente: anche se Salvini obietterebbe che lui, a differenza di Giannini, non predica l’antipolitica, ma fa politica!

Il Movimento 5 Stelle, anche se più simile a quell’esperienza qualunquista post bellica, è più fluido al suo interno e quindi potrà sì scemare nei consensi, ma la sua classe dirigente è destinata a rimanere ben salda al comando. In loro, osservando la sfera di cristallo, vedo i socialisti in rotta dopo la caduta di Craxi, rimasti però nei centri di potere di altri partiti come, per esempio, Forza Italia. La Lega di Matteo Salvini, invece, non ha alternative, può solo andare al voto… e ovviamente all’interno di una coalizione di Centro Destra.