L’immondizia non lascia spazio a Babbo Natale

Ascolta

 

Un popolo che sembra essere tornato indietro negli anni, un popolo che partecipa attivamente affinché molte città siano più sporche di altre e alcune perfino sporchissime, come fossero un corpo estraneo alla sua vita e tutto ciò non lo riguardasse. Tutti a gridare, criticare e lamentarsi ma nessuno partecipa al decoro di queste città.

La cosa inconcepibile è che le case che affacciano su questi immondezzai a cielo aperto, al loro interno, sono pulitissime. Le persone, impeccabilmente docciate e improfumate, si turano il naso appena escono di casa, imprecando contro le amministrazioni locali: tutto mentre depositano i rispettivi sacchetti di pattume su altri sacchetti di pattume, arrampicandosi sulla scala che si sono portati dietro per partecipare alla gara di fare la montagna più alta di pattume così da vincere il podio contro i condomini accanto.

Scrivevo, proprio l’altro giorno, che nel mondo non fanno distinzione tra italiani e italiani, tra Nord e Sud isole incluse, ma guardano al nostro magnifico “stivale” come fosse indossato da un impavido cavaliere che gira per i suoi castelli stipati di opere d’arte. Il problema è che per superare l’ingresso il puledro deve saltare l’ostacolo della montagna di immondizia proprio davanti al ponte levatoio.

Pensate se questa regressione igienica dovesse contagiare le nostre abitazioni!
Diciamoci la verità: ci sono altri Paesi e, senza andare troppo lontano, anche altre città in Italia in cui i cittadini partecipano attivamente al decoro dei  marciapiedi fuori dalle proprie case, dai parchi, dalle piazze principali, dalle stazioni e, dulcis in fundo, dalle scuole dove studiano i bambini.

Nello specifico mi riferisco a moltissime cittadine italiane, dove non trovi un sacchetto di pattume fuori dal contenitore neanche a pagarlo oro, perché quei cittadini che le abitano, se mai dovessero vedere i cassonetti pieni, riporterebbero il loro sacchetto a casa, chiamando l’amministrazione della città per lamentare il disservizio. Il tutto si risolverebbe in tempo immediato grazie all’efficenza di amministratori e servizi pubblici.

Ci sono altre città e altri cittadini, invece, che esprimono la loro protesta contro i cassonetti colmi (quindi contro l’inefficienza amministrativa) in modo più fantasioso: non solo lasciano il sacchetto di pattume in strada, ma prendono in affitto un furgone per svuotare i propri garage. Prendono dalla loro cantina materassi, lavatrici, vecchi televisori e ovviamente la vasca da bagno in ghisa (appena sostituita con l’ultimo modello di doccia idromassaggio) e li scaricano davanti al cassonetto, a fianco al sacchetto di pattume appena lasciato.

Il problema è che ogni tanto, qualche cittadino, più irritato di altri, porta la tanica di benzina per dare fuoco alla montagna di immondizia, pensando così di attirare l’attenzione sul disservizio. Insomma, c’è un clima sociale infuocato intorno ai rifiuti della discordia. Hai voglia a proporre inceneritori… E perché no, giacché abbiamo ridotto a sufficienza l’impatto ambientale dell’Ilva, potremmo ricompensare i nostri polmoni dei gas tossici di un bell’inceneritore in centro città (come a Brescia). Oh, vuoi mettere non vedere più il cumulo di immondizia nei cassonetti delle città?