• mercoledì , 13 dicembre 2017

L’attimo fuggente è diventato uno stile di vita

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La pellicola cinematografica del 1989 ci racconta dell’insegnante di letteratura John Keating, la storia è ambientata nel 1959 nel collegio maschile Welton. Il professor Keating ha un approccio didattico originale che spinge gli alunni a distinguersi dagli altri e a seguire la propria strada; inoltre spiega ai suoi studenti che la poesia non è un elemento geometrico ma il sentimento dell’uomo.

“Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita” (Keating)

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Tranquilli, sapientoni, nessuna analogia con un tratto di letteratura tra i più affascinanti di quegli anni, ma solo un’osservazione che prende spunto da una vita che oggi coglie l’attimo a insaputa dell’uomo che lo vive: perché lo è nei fatti ormai che campiamo alla giornata.

Cogliere l’attimo, in questo caso, è uno stile di vita che non abbiamo scelto, a differenza degli studenti del collegio di Welton, in quanto adesso è l’ “attimo” che ha scelto noi! Nel senso che oggi pianificare il futuro sembra non faccia più parte dei progetti dell’uomo, il quale ha deciso di traslocare armi, vita, bagagli e pensiero nella rete con l’idea di non mettere radici. Quelle radici che gli avevano insegnato a trascorrere un’esistenza di moderazione per un futuro tranquillo.

Nessuna previsione fu così sbagliata rispetto alla contemporaneità che viviamo; almeno a partire dal 1989, quando l’irrompere di internet sulla scena planetaria e la caduta del muro di Berlino, hanno cambiato gli scenari internazionali facendoci precipitare nell’idea della libertà più ambiziosa e della globalizzazione – poi realizzata da quella rete che era in gestazione, per esplodere non molto tempo dopo in maniera dirompente nella vita del Pianeta.

Oggi, in Occidente, nulla conta più dello sballo di una serata vissuta a mille all’ora, ripresa e trasmessa in diretta da un telefonino con la stessa facilità con cui solo venti anni prima Armstrong trasmetteva dalla luna: era appena il 1969. Ormai tutto è radicalmente cambiato, l’uomo di oggi ha l’immensa fortuna di poter dire al Creatore, quando si presenterà al suo cospetto: “io, c’ero!”.

Ma allo stesso tempo i cambiamenti creano sgomento, e l’unico modo per sopravviverli è “cogliere l’attimo” di ogni cosa, e gioire dello sballo di una magia che possa indicarci la nuova via del pensiero delle cose.

Ora non so perché concludo la riflessione, già complessa di suo, andando a citare anche il brano della mitologia greca che ci racconta del colloquio tra Achille e la madre, la quale rammenta al figlio che se andrà a Troia le sue gesta saranno ricordate per sempre, ma morirà, mentre se rinuncerà alla “trasferta” vivrà in eterno!!! Ora, cosa c’entra la rete o il muro di Berlino con il Prode in questo momento non ne ho idea, ma con l’attimo fuggente ci voglio pensare!

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