La polvere sotto il tappeto

A Roma 70 persone di etnia Rom, di cui la metà bambini, vengono cacciate, quasi ancor prima di arrivare a un centro di accoglienza di Torre Maura. La protesta dei residenti arriva perfino a calpestare i pasti a loro destinati. Conclusione: verranno ricollocati in altri luoghi. Evidentemente la “violenza” di pochi facinorosi è vincente nel Paese. Peraltro, la struttura ospitante aveva vinto un bando europeo.

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Le urla “dovete morire di fame” sono il sintomo non solo di una rabbia profonda, ma di un odio crescente nei confronti del diverso. Diverso anche in un caso come questo in cui, sebbene di etnia rom, gli uomini e le donne nel centro sono per la maggior parte cittadini italiani. Cittadini con gli stessi diritti e doveri di coloro che, arbitrariamente e senza averne titolo, hanno fatto il diavolo a quattro perché l’amministrazione comunale di Roma provvedesse a rimuoverli per destinarli in altro luogo.

In tutta questa inverosimile storia però ci viene un dubbio: cosa sarebbe successo se gli abitanti di Torre Maura fossero stati informati preventivamente di quanto sarebbe accaduto evitando, così, di farli trovare di fronte a un fatto compiuto? Ancora più inverosimile è stato aver permesso a dei singoli cittadini di decidere per conto dello Stato! Fatto è che, conseguentemente alle manifestazioni di protesta, si è deciso di trasferire le decine di donne, uomini e bambini che vi erano stati portati in piena legalità.

Questo precedente purtroppo avrà delle conseguenze prevedibili, perché a Roma e in altre parti del Paese è come se lo Stato avesse affisso un manifesto che autorizza le persone più scalmanate a decidere di scegliere il loro vicino di casa.

Secondo me l’intera classe dirigente italiana ha perso il lume della ragione, come un corpo fuori controllo che non risponde più ai comandi del cervello.

Per quanto ancora vogliamo andare avanti a nascondere la polvere sotto il tappeto? Polvere che peraltro si è trasformata in calcinacci. Anche con più tappeti ammassati assieme uno sull’altro si vede chiaramente la montagna di pattume che, nei decenni, vi abbiamo nascosto.

Le fondamenta della democrazia poggiano sul rispetto delle minoranze, ma la stessa democrazia sempre più spesso viene messa a dura prova quando le minoranze prendono il sopravvento sulle maggioranze.