La Lega “lega” gli italiani



A parte qualche politico rosicone o intellettuale, il cuore degli italiani batte concorde con il pensiero leghista; un pensiero che fonda le sue radici in tre semplici parole: “prima gli italiani”!

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E cosa c’è di così osceno se un politico si comporta come un padre di famiglia premuroso nei confronti dei suoi figli, della sua casa e del suo Paese?! Certo, una società complessa non si può ridurre ad un pensiero, seppur nobile. Il problema è che, di complessità in complessità, con il passare degli anni, la vita di tutti noi è diventata insopportabile. Insopportabile per le migliaia di regole che strangolano la libertà. Insopportabile per una pressione fiscale lunare. Insopportabile per le accuse che si rivolgono ai cittadini definendoli, per lo più, evasori.

Io francamente non so quanti siano gli evasori in Italia, quello che so è che tra tasse dirette e indirette paghiamo oltre il 70% di imposte. Ora, ammesso che tanti facciano i furbi su quelle dirette, certo è che sembra difficile riuscire a sfuggire da quelle indirette. Se davvero fosse accertato questo esercito di evasori, come faremmo a vivere senza servizi sociali, trasporti pubblici, scuole, ospedali e quant’altro?

La Lega ha capito una cosa semplice; che un popolo impoverito è il grimaldello per scardinare le prigioni dove i cittadini sono stati relegati per anni a sottostare alle norme di una società opulenta per pochissimi e miserevole per i più. Ha capito che gli uomini politici non hanno più una visione di futuro del Paese, ma si brutalizzano l’un l’altro nei talk televisivi per discutere di ciò che è accaduto al mondo dopo l’esplosione della crisi finanziaria, all’Europa minacciata di dissoluzione, all’America di Trump e quant’altro. Discutere nel tentativo di individuare le cause e i colpevoli… mai che una volta fosse la loro la responsabilità!

Sono state scritte un fiume di parole sul “caso Aquarius”, la nave approdata a Valencia qualche giorno fa scortata dalle motovedette italiane; gli opinionisti, muniti di calcolatrice, hanno fatto i conti di quanto avremmo speso se fossimo stati noi ad ospitare quei poveri migranti. Hanno deriso e guardato Matteo Salvini, ministro degli Interni, come fosse un mentecatto. Nessuno ha messo in evidenza che il rispetto di un  “principio” – in questo caso la richiesta che sia l’Europa tutta a farsi carico delle emergenze migratorie – non ha prezzo.

Nessuno ha alzato il livello della conversazione, parlando della necessità di vedere il trattato di Dublino e l’assunzione di responsabilità a livello europeo. Nessuno ha evidenziato che se Germania e Francia ci hanno dato addosso è perché sono le prime ad essere preoccupate, non certo di un “trumpismo italiano”, quanto dell’effetto domino che temono nei loro Paesi. Ecco perché sono così sprezzanti con il nostro Governo in generale e con la Lega in particolare: temono un contagio italiano nei rispettivi Paesi, dove sotto la cenere arde il fuoco del cambiamento che è pronto ad infiammare gli animi degli impoveriti.