• mercoledì , 17 gennaio 2018

Incisori rupestri e smartphone dipendenti, tutti maniaci

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Siamo in molti a condannare l’uso eccessivo di cellulari e tablet, come la società fosse impazzita con questi “Tamagotchi” di ultima generazione che tutti noi usiamo sempre più spesso – quasi in maniera maniacale.

ascolta

 

Prima, gli antenati del protagonismo, si chiamavano “grafomani”, quegli individui molto produttivi nella scrittura di scarso valore. Ecco, oggi il più delle volte utilizziamo i cellulari e comunichiamo notizie superficiali, addirittura inutili, con cui quasi ossessivamente impegniamo il tempo, come ad averne in abbondanza (di tempo).

Insomma, il protagonismo nello scrivere, comunicare, essere presenti in ogni argomento possibile è una patologia che affligge l’uomo dalla notte dei tempi, certo una volta gli incisori rupestri impiegavano molte ore a lasciarsi i messaggi, visto che li scolpivano sulla pietra.

Ma se rapportiamo il numero degli abitanti della terra di allora e quello dei reperti storici ritrovati, praticamente anche nell’era neolitica “scrivevano” in continuazione, quasi come oggi facciamo con quel telefonino che abbiamo con noi perfino nei momenti di maggiore intimità, quasi faccia parte del nostro corpo.

Nei laboratori scientifici più avanzati pare abbiano già inventato un microchip da mettere sotto pelle che presto sostituirà lo smartphone – esattamente come L’ “homo” di allora teneva il punteruolo appeso nella cintola.

Messa così la cosa sembra irriverente nei confronti di quella scienza che ha migliorato la qualità della nostra vita; poi, però, se ci pensiamo bene è sempre successo così nei millenni che si sono succeduti dalla nascita dell’ “homo” – qual’è la differenza con oggi? Maniaco era l’incisore rupestre neolitico, maniaco il grafomane e maniaci tutti noi che facciamo un uso esagerato del cellulare.

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