Il M5s ora cambi l’Europa con Di Battista

 

Post di Enrico Mentana sulle scelte di un‘uomo: 

“Alessandro Di Battista ha fatto una scelta forte, e assolutamente senza precedenti nella nostra politica: dopo 5 anni lascia il parlamento non per un diverso ruolo politico o per impedimenti penali o di altro tipo, ma semplicemente perché vuole più tempo per sé, per la sua famiglia, per i suoi viaggi. Non mancheranno le dietrologie: punta sul fatto che sarà una legislatura breve perché ingovernabile e quindi aggira così il vincolo a non fare più di due mandati che il m5s impone ai suoi eletti; sono stati Casaleggio e Grillo a studiare lo stop, per creare una successione dinastica a Di Maio; Dibba non voleva fare il numero due di Giggino, eccetera. Io qui voglio solo sottolineare che su una scena politica da cui nessuno vuole mai uscire, per la prima volta c’è chi fa la scelta opposta, segnalando agli altri, a quelli che restano o si preparano a tornare, che fuori dai palazzi c’è vita. Anzi, c’è LA vita”.

 

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Pur condividendo le parole di Mentana, ritengo che ci sono persone nate per rappresentare la giustizia – e, si badi bene, non intendo con ciò nessun tipo di giustizialismo, ma solo con uno spiccato senso sociale a favore dei più deboli  -, godendo simpatia della classe borghese e perbene, le stessa da dove proviene Alessandro. 

Di Battista è un uomo a cui il destino, suo malgrado, ha assegnato un compito gravoso, compito che gli impone di riformare l’Europa dopo essere riuscito, con la sua spontaneità, il suo fascino e la sua determinazione, a traghettare il Movimento 5 Stelle (insieme ai suoi compagni di viaggio) fino agli scranni più alti del Parlamento, senza chiedere nulla in cambio. 

Ma è il Movimento 5 Stelle, l’Italia e l’Europa ad avere ancora bisogno di lui! Ecco perché i gialloverdi devono fare squadra in modo che Di Battista sia sponsorizzato dal governo italiano per rivitalizzare un’Europa morente, la quale ha assolutamente bisogno di freschezza e cambiamento, al fine di completare il progetto dei padri fondatori della Comunità Europea.

Un Presidente che sia sintesi degli interessi di tutti i cittadini europei, il quale finalmente possa rappresentare quell’Italia che per farsi capire non ha bisogno di gesticolare con le mani o utilizzare i corsi di lingua messi a disposizione (che quando un parlamentare italiano impara finalmente a farsi capire al ristorante è già terminato il mandato). 

Scusatemi, ma questa roba proprio non mi va giù; non mi va giù aver inviato sempre le persone meno preparate. Proponendo Alessandro Di Battista non solo, come abbiamo detto, possiamo sperare nell’Europa del cambiamento, ma l’Italia potrebbe ritrovare quella stessa considerazione di Paese che c’era quando Romano Prodi ricoprì brillantemente (per quel periodo) l’incarico. 

Abbiamo bisogno di cancellare e soprattutto dimenticare la presidenza più nefasta degli ultimi decenni, quella del lussemburghese Jean-Claude Junker.