I gattopardi feriscono l’Europa, i populisti la curano


Per cambiare le cose bisogna avere la maggioranza. Ora Lega e 5 Stelle ce l’hanno. È la prima volta dalla nascita della Repubblica che non ci sono compromessi, pesi e contropesi, che poi non corrispondevano a null’altro se non a una spartizione vergognosa delle poltrone elargite in cambio di un “sì” pagato lautamente.

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Era così che si governava il Paese. Così il funzionamento della sua democrazia, il cui equilibrio si reggeva attraverso aghi della bilancia come Alfano, Verdini o trasformisti à la Scilipoti. Fu così, anche ai tempi del bipolarismo malriuscito, nelle cui acque il centrodestra sguazzava meglio del centrosinistra, unito con lo scotch da Mastella a Bertinotti, dai marxisti ai democristiani.

Oggi, l’occupazione totale dei centri chiave di comando è totalmente nelle mani dei sottoscrittori del contratto che hanno promesso di cambiare l’Italia. La cambieranno? Non lo so, quello che presumo è che se Matteo Salvini e Gigi Di Maio terranno fede ad un decimo di quello che hanno promesso, già nei primi cento giorni di governo gli italiani potrebbero avvertire delle ripercussioni sulle loro vite. Non solo: ciò potrebbe causare un effetto a catena in altri Paesi dell’Europa (ed è il motivo per cui gli eurocrati hanno paura di questo governo). Infatti, l’italia potrebbe fungere da monito o per lo meno convogliare la speranza di tutti quei cittadini europei che da anni fanno inutilmente le prove generali, senza aver avuto la possibilità di andare in scena. 

Ecco, appunto: il “teatro” e l’ingresso in scena. Pur essendo i primi attori, gli italiani hanno sempre permesso che l’Europa assegnasse loro parti marginali…fino alle ultime parole insolenti che hanno avuto nei nostri riguardi i vertici della Commissione Europea: dei veri e propri avvertimenti “mafiosi” ai cittadini del Bel Paese. Perchè, ogni volta che si parla dell’Italia, questi signori non ne evidenziano mai i pregi, ma solo i difetti? Perché non si menziona mai il Made in Italy ad esempio, o l’alta moda di Milano, le specialità culinarie dei grandi cuochi stellati, l’arte e la storia delle nostre città e dei borghi che è motivo di attuazione turistica da tutto il mondo?!

Il Paese, col Movimento 5 Stelle e la Lega, ha ritrovato quell’orgoglio che contagierà le altre Nazioni appartenenti al Club dei 27: la Francia, l’Olanda e l’Austria sono già pronte al riscatto sociale, altri Paesi, invece, come l’Ungheria per esempio, hanno già scelto.
Di Maio e Salvini sono consapevoli che i gattopardi faranno ogni cosa per farli apparire pericolosi e ridicoli allo stesso tempo per la democrazia e la  libertà (la loro, innanzitutto). Tenteranno cose che noi umani non riusciamo neanche ad immaginare. 

Ma se come l’equipaggio di Ulisse gli italiani si metteranno i tappi nelle orecchie, riusciranno a superare indenni ogni periodo di contaminazione. Non si piegheranno al canto delle sirene degli agitatori dello spettro del fascismo in ogni angolo, dei conservatori di ogni tipo, però con la casa rigorosamente a Capalbio…insomma di chi ha solo da perdere, oppure nulla da guadagnare, perché non ha rate di mutuo da pagare e la crisi e l’impoverimento non l’ha nemmeno sfiorato. 

L’impoverimento, appunto, in Italia e in Europa, con la mattanza del ceto medio e dei lavoratori che ne è conseguita, è stato l’atto finale di una finanza ingorda, avida e violenta che ha massacrato i cittadini europei fin dove ha potuto. Oggi ci dicono che l’occupazione è tornata ai livelli pre-crisi. È vero, ma a due euro l’ora… o anche meno. Ci dicono che il Pil in quasi ogni Paese è in crescita. Vero, anche questo? Ma come viene redistribuita la ricchezza prodotta? Non sarà che, per citare la bellissima e celeberrima poesia di Trilussa, che se i polli che si consumano aumentano secondo le statistiche non vuol dire un accidenti, perché per ognuno che se ne mangia tre, gli altri due non ne mangiano neanche mezzo?

Lega e 5 Stelle devono arrivare a ridosso delle prossime elezioni europee con almeno un punto del loro contratto rispettato e realizzato nella sua interezza. Solo così potranno davvero ergersi a essere la chiave di volta di un cambiamento Europeo che si dovrà manifestare con l’elezione di un presidente “sobrio”. Un Presidente che non faccia gli interessi del lercio mondo degli speculatori della finanza…altro che difesa dei cittadini europei! 

Del resto, nella peggiore delle ipotesi, per i ceti medi impoveriti non cambieranno di molto le cose…però almeno questa classe dirigente, se davvero presterà fede a quanto promesso, ci avrà provato. E non è cosa da poco.