I cafoni non hanno diritto di ospitalità nelle nostre città d’arte


Dal Galateo: “L’ospite ha anzitutto il dovere di dare il minor disturbo possibile”.

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Quello che succede in Italia è davvero abominevole. Permettiamo ai cafoni del mondo di invadere le nostre città d’arte e comportarsi come scrofe nelle porcilaie dove probabilmente sono abituati a vivere. Severo? Mi sono trattenuto!

Il fenomeno si è sviluppato soprattutto nell’ultimo quarto di secolo, quando abbiamo consentito a centinaia di pullman di scaricare milioni di trogloditi, che sporcano e non spendono, di appropriarsi dei nostri territori artistici più preziosi, bivaccando nelle piazze della nostra cultura più raffinata, sporcando e pisciando negli angoli più sacri.
Tutto per pagare l’avidità di qualche commerciante che vende le bottigliette d’acqua a dieci volte il prezzo, ci vendiamo per poco! In nessun’altra parte del mondo accade ciò che avviene nel Bel Paese.

Ma non voglio avviarmi nei meandri di comportamenti cafoni che trovano terreno fertile nella buona compagnia di altri cafoni, come in una competizione a chi è più volgare dell’altro.
Voglio alzare il tiro nell’esempio più paradossale, l’esempio campione del mondo di incapacità, imbecillità politica che si perpetua tutti gli anni, dall’epoca dell’avvento delle navi da crociera di massa, quelle che solcano i mari di Venezia come barbari distruttori.

Ogni anno, durante l’inverno, ascoltiamo i buoni propositi di amministrazioni che scaricano le responsabilità su altre amministrazioni. Fatto sta, che la città dei Dogi viene massacrata dall’indecisione di decidere che i turisti possono visitare il tempio della cultura più importante di tutti, a condizione che il loro ingresso sia simile alla visita di un luogo sacro. Come sacre sono le città di Venezia, Roma e Firenze, tanto per citarne alcune.

Oppure, se non ne siamo capaci, di prendere quelle decisioni drastiche che faranno perdere qualche ghiotto affare ai carretti di mangime per i piccioni a piazza San Marco, piuttosto che i banchetti dei venditori di panini scaduti.  Che si abbia il coraggio di ammette le nostre sconfitte, cosicché da dare in gestione Venezia ad un altro Stato, più capace e severo del nostro: un Paese che sia in grado di cacciare a pedate i cafoni che arrivano in pullman e quelli ancora più cafoni. Mi riferisco ai proprietari delle navi da crociera di ultima generazione che, oltretutto, sono un’offesa anche per il mare.

Altro che gli inchini (peraltro autorizzati) del capitan Schettino, in Italia siamo un po’ tutti degli Schettino mancati. Quando abbiamo sentito che amoreggiava con la sua donna sul ponte di comando, diciamoci la verità, siamo stati tutti un po’ invidiosi. Ma oltre i nostri sogni erotici proibiti, i cafoni non devono avere diritto di ospitalità, né nelle nostre città d’arte, né tantomeno sui ponti di comando.