Giusto il tempo di completare la mattanza dei lavoratori

Il giorno della verità si avvicina con gran clamore: l’Europa si accinge a discutere il suo bilancio, mentre noi italiani, malati endemici di provincialismo, imperterriti, rimaniamo a discutere se varare un governo che duri giusto il tempo affinché i parlamentari, di Camera e Senato, possano rimpallarsi una legge elettorale nuova di zecca e in sostituzione della precedente appena varata, costi quel costi! 

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Questa volta faremo sul serio” – dicono i capetti dei partiti – “non scherzeremo, come abbiamo scherzato solo pochi mesi fa, dove era tutto da ridere, altrimenti secondo voi perchè lo avremmo chiamato “rosatellum?!”.

È cosi che provano a rassicurare i responsabili della politica italica, e noi dovremmo anche credergli…altrimenti si incazzano! Si incazzano? Non lo so, certo è che ad ascoltare gli euroconducenti del Parlamento europeo c’è grande apprensione per i risultati elettorali del 4 marzo. Risultati che hanno messo in stand by i bounty killers assoldati per catturare, vivi o morti, gli ultimi ribelli del ceto medio, i quali, delusi dalle banche ladre, hanno nascosto i propri risparmi sotto il materasso o sotto una mattonella, proprio come Totò.

Le notizie che arrivano da Bruxelles sono frammentate in quanto è severamente vietato parlare agli euroconducenti, salvo essere pesantemente multati. Ed è per questo, e per tante altre ragioni, che verrà varato un governo gradito all’Europa, almeno fino alle prossime elezioni continentali del 2019; insomma, il tempo necessario di portare a compimento la mattanza dei lavoratori. 

Forse è per questo che il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto un discorso tanto allarmato al Parlamento di Strasburgo, arrivando perfino a denunciare i pericoli di una possibile Guerra civile Europea. E dire che lui parla per conto di un Paese che di rivoluzione se ne intende!