• mercoledì , 13 dicembre 2017

I figli sono le vere vittime dei giocatori d’azzardo

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Il gioco d’azzardo è una tentazione antica, sembra che i primi dadi siano apparsi in Cina oltre cinquemila anni fa, mentre a Roma era severamente vietato giocare per una questione di ordine pubblico: anche se la sera le bettole chiudevano e si trasformavano in bische clandestine.

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Ed è proprio dall’illegalità che spesso l’uomo si fa affascinare, tutto ciò che è vietato esalta le emozioni delle persone e dentro questo mondo oscuro, che viaggia parallelo a quello della luce, si sono consumate vere e proprie tragedie umane e familiari.

Gli Stati hanno cercato di porre rimedio a questa piaga sociale limitandone lo svolgimento in luoghi appositi dove controllare che non vi fossero bari e usurai; poi hanno capito che poteva essere una enorme fonte di entrate e i regolamenti sono diventati tasse, al punto che per un lungo periodo le Istituzioni non avevano preso in considerazione che il gioco potesse essere una patologia.

L’ultima crisi economica ha visto diminuire benessere e lavoro ampliando la fascia dei giocatori, che proprio nel gioco cercano quello che non c’è: la possibilità di vincere una nuova e prosperosa vita! I bisogni contingenti insieme alla disperazione si sono via via trasformati in una vera e propria malattia riconosciuta invalidante dal Ministero della Salute, che oggi offre strutture e assistenza a chi è colpito dalla patologia.

La domanda che ci facciamo è se tutto questo sia sufficiente per arginare i disagi sociali provocati dal gioco, nello specifico ci riferiamo ai figli dei giocatori d’azzardo, coloro che – secondo noi – ne pagano maggiormente le conseguenze.

Alcuni studiosi del disturbo si stanno impegnando perché l’assistenza possa essere ampliata ai figli che si trovano costretti, – loro malgrado -, a soffrire la menzogna del genitore che, per raggiungere il luogo dove giocare è disposto a sacrificare ogni principio etico, oltre la sua stessa dignità di uomo: esattamente come succede ai tossicodipendenti.

In breve si ritiene sia indispensabile dare un supporto psicologico ai figli dei giocatori d’azzardo conclamati, i quali necessitano di maggiori attenzione da parte delle strutture competenti.

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