• mercoledì , 13 dicembre 2017

I dissesti di alcune banche sono causa dei “furti” subiti

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Due anni fa ho scritto di una donna anziana presa in fragrante mentre, in un grande magazzino, indossava una maglia di lana e se ne usciva senza pagare; per questo gesto delinquenziale è successo il finimondo, in quanto lo zelante direttore ha chiamato immediatamente le forze dell’ordine mentre, al contempo, tratteneva la poveretta tremante.

ascolta

 

La Polizia, arrivata in un baleno, ha ascoltato le ragioni della signora, provata dall’accaduto. Soffocando a stento le lacrime, attribuiva il suo gesto poco edificante al freddo patito nelle sua modesta abitazione priva di riscaldamento.

Ma la giustizia è giustizia e i militari hanno cercato di dissuadere in tutti i modi il direttore del negozio, chiedendogli di riprendere la maglia e finirla lì, ma l’integerrimo germanico non ha avuto nessuna pietà. Per carità, se una persona ha freddo va alla Caritas per farsi dare una maglia, non deve certo “rubarla”. Ciò precisato, la pietà cristiana giustamente non spetta ad un negoziante, ma allora non dobbiamo averne neanche per i “ladri” di risparmi che hanno affossato l’economia del Paese, responsabili di situazioni conseguenti come quella appena raccontata: perché mai si fa invece una differenza di trattamento?
Perché due pesi e due misure?

I dissesti delle banche venete, per esempio, hanno dei responsabili ben identificati, anche se la magistratura si deve ancora pronunciare; sono il frutto di una gestione dissennata della classe dirigente che le ha governate: amministratori e funzionari che si sono ingozzati di compensi vivendo da nababbi. Adesso sono in corso le indagini per verificare le responsabilità personali e poi se ci saranno davvero dei colpevoli pagheranno il conto alla giustizia. Mi pare molto corretto!

La cosa che lascia perplessi è la velocità con cui è stata portata in Questura la signora anziana e indigente di cui raccontavo all’inizio, che in quattro e quattr’otto si è trovata ad essere prelevata dalle forze dell’ordine, mentre tutto va così a rilento per i banchieri responsabili del dissesto economico di alcune banche primarie.

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