Da Roma Ladrona a Europa Ladrona

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Salvini ha attuato la stessa strategia di comunicazione di Bossi, ma con un obiettivo più ambizioso: indirizzare i mal di pancia del popolo, una volta padano e ora italiano, contro un nemico che un tempo si chiamava Roma, mentre oggi Bruxelles.

Ed è proprio questa la realizzazione di un progetto divulgativo comprensibile, semplice, diretto e efficace, almeno stante alle intenzioni di voto degli italiani che concedono alla Lega il podio con uno share addirittura sopra il 30%.
Ma soprattutto la fiducia che la gente ha nei confronti di quella Lega di Matteo Salvini che Umberto Bossi non avrebbe mai sognato.

Quasi che la Lega oggi punti a raggiungere quel consenso che gli italici avevano nei confronti dell’Europa solo fino a dieci anni fa: il 70% di allora contro il 35% di oggi, dati rilevati da recenti sondaggi nazionali.
Insomma, un en plein per il leader Salvini che ha saputo puntare tutto sui migranti, mettendo a soqquadro l’Europa, la quale con i governi precedenti ci aveva riservato il ruolo di campo profughi continentale di prima accoglienza dell’Unione. Gli altri Paesi membri potevano decidere, bontà loro, quelli che potevano ospitare.
In cambio ci buttavano tra le gambe qualche centesimo di rimborso spese per l’acqua e il pane, oltre alla promessa della Troika, di tenere al guinzaglio i voraci e rabbiosi cani dello spread.

Un progetto a costo zero, quello di Salvini, che ha capitalizzato l’insofferenza e la paura degli italiani nei confronti dell’uomo dal colore della pelle diversa che viene in Italia e, lasciato allo sbando, si arrangia in giro per parchi, stazioni, supermercati, andando in giro a chiedere l’elemosina e a praticare l’accattonaggio (peraltro, l’accattonaggio è una cosa che le nostre leggi vietano, lasciando ai sindaci la facoltà di applicarle secondo discrezione).

In breve sostanza, Matteo Salvini, memore delle esperienze che avevano portato al successo la Lega Nord di Bossi, si è semplicemente messo sul greto del fiume e ha atteso pazientemente che la Sinistra facesse karakiri, col Decreto Salva Banche innanzitutto, fatto ad hoc per salvare coloro che avevano imbrogliato i risparmiatori, e poi diventando sempre più i camerieri ubbidienti dei mercati e di un Europa liberista e asservita alla finanza.

La mazzata finale il PD se l’è inferta a poche settimane dalla fine della scorsa legislatura, quando hanno alzato il polverone sullo Ius Soli, chiedendo di ricorrere addirittura al voto di fiducia, per una legge invisa alla maggior parte del popolo italiano, la quale, però, se fosse stata votata, avrebbe fatto guadagnare probabilmente voti in più al centrosinistra, consentendo ai tanti soggiornanti regolari di godere dei diritti politici.

Quindi, Matteo Salvini è stato bravo? Certamente si, ma direi soprattutto fortunato. Un mio amico, semplice e diretto nel linguaggio, mi diceva che nella vita per avere successo ci vogliono tre cose: culo, cervello e conoscenze.
E Salvini, anche per tramite di Berlusconi, conosce le persone più importanti, ha cervello da vendere altrimenti non avrebbe attraversato indenne la politica dai tempi di Formentini ad oggi e, indubbiamente, di culo ne ha avuto e ne ha da vendere visti i risultati ad oggi.

E per domani? E chi lo sa, pensate, perfino Nostradamus, nonostante la promessa di un lauto compenso, si è rifiutato di scrivere un versetto.