Battisti, by campagna elettorale delle elezioni europee

Ci hanno regalato Battisti con l’idea di scardinare i vertici europei alle prossime elezioni continentali.

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Il “Ci” è per indicare che gli americani, non potendo invadere più di tanto il terreno politico dei Paesi membri d’Europa, ma solo per una mera questione economica regalano all’Italia, via Brasilia e Santa Cruz de La Sierra, il cuore e l’anima della campagna elettorale dei firmatari del contratto di governo ormai in crisi con loro stessi.

Con questa mossa le economie più forti tenteranno di mettere in discussione, più che l’Unione Europea, la nostra moneta, l’Euro. Non è un segreto il piano dei cinesi di avere una moneta di scambio che non sia dollaro e euro. Ci aveva già provato l’Iraq di Saddam e la Libia di Gheddafi a consumare questo sogno, ma sappiamo come è andata a finire: chi tocca il dollaro muore!

Le Nazioni più potenti, America, Russia e Cina, non potendo agire allo stesso modo con il Vecchio Mondo, stanno cercando di scardinarlo dall’interno anche attraverso l’Italia; per questo, improvvisamente, dopo anni di latitanza finanziata da chissà chi, Battisti viene catturato con la facilità di un pollo in batteria.

Ora, per i prossimi mesi, si dimenticheranno promesse elettorali, debito pubblico, i 5 milioni di poveri, l’impoverimento del ceto medio degli italiani e degli europei, banche e banchieri, la fattura elettronica, gli aumenti già programmati per compensare una crescita millantata, recitata ad arte per chi stava ad ascoltare le fandonie e via dicendo.
L’inno di battaglia elettorale sarà Battisti e il comunismo, prendendo a prestito, nel mercatino delle parole usate, tutto l’armamentario che fu del berlusconismo della prima ora.

Già si limano i denti i “giallo-verdi” per azzannare le spoglie di quella élite italiana e europea che, diciamoci la verità, era talmente avida e supponente da non pensare mai che il loro potere sarebbe stato, prima o poi, messo in pericolo. Staremo a vedere! Ad oggi non c’è nulla di scontato e tutto può accadere perfino dopo l’ultimo minuto; può accadere anche che questa nuova ondata politica di populismo allo stato brado venga, come le altre volte, “ammansita” dai luccichii degli specchietti e delle perline colorate.

Siamo ancora a Papa Leone I, che comprò i barbari con monete d’oro sonanti alle porte dell’Impero di Roma. Sarà così anche questa volta? Penso davvero che allo stato delle cose tutto sia possibile!