Ambiente: basta snobismo, solo messaggi semplici

Se piuttosto che farne un discorso complesso e fantasioso, che addirittura arriva a suggerire la diminuzione dei consumi di carne – perché raccontano che allevare gli animali produce un terzo dell’inquinamento del pianeta – la facessimo più semplice il messaggio arriverebbe a tutti! Invece, le cose si complicano sempre. Si complicano perché gli ambientalisti, così facendo, attirano obtorto collo le antipatie dei tanti poveri che agognano una bistecca.

Ascolta



Se, invece, pubblicizzassero messaggi univoci semplici (come l’invito a gettare nell’apposito contenitore le sole bottiglie di plastica), forse gli ultimi del pianeta, coloro a cui vogliono togliere anche di sognare un pezzo di carne, non resterebbero indifferenti ai messaggi ecologici e forse non parteciperebbero ad allargare i confini dei nuovi continenti di plastica che stanno affiorando dagli oceani.

A tal proposito si racconta che il peso complessivo di tutti i pesci abitanti dei mari e degli oceani sia inferiore a quello della plastica ormai statica nell’ambiente marino.
In termini più diretti voglio dire che non bisogna fare gli snob, addebitando di fatto ai poveracci l’epiteto di incivile, in quanto indirettamente accusati di scaricare nell’ambiente la plastica più di altre cose. Così facendo gli spot degli ambientalisti sofisticati quasi mortificano l’impoverito, il quale nel pattume ci mette di tutto.
Un po’ come puntare il dito contro i meno abbietti dando loro la colpa del disastro ambientale e ecologico a cui stiamo andando incontro.

Tutte persone che tengono altri problemi per la testa, perché magari hanno perso il lavoro e sono costretti a elemosinare qualche aiuto sociale per arrivare a sera e, quindi, l’inquinamento che distruggerà la Terra tra qualche anno è anni luce lontano dalle loro impellenti necessità.
Cosa, invece, certamente più semplice per coloro che hanno un’idea di prospettiva di futuro, siano essi giovani e anche meno giovani.

Ritengo che un messaggio facile e soprattutto diretto possa essere recepito con maggior facilità da questo mondo di consumatori poveri, che troverebbe più naturale ammucchiare le bottiglie di plastica in un solo luogo, piuttosto che gettarle a caso in quei Paesi dove non solo non c’è la raccolta differenziata ma neanche i cassonetti dell’immondizia.
Cosi come appare oggi, parlare di ambiente sembra più una cosa da benestanti piuttosto che di interesse planetario. Cosa volete che importi, per esempio, a coloro che abitano i campi profughi libici dell’ambiente?

D’altronde la crescita esponenziale dell’inquinamento è pari alla crescita economica e demografica di Paesi come la Cina e l’India, tanto per citarne due, che negli ultimi vent’anni, in special modo l’India, sono letteralmente esplosi sullo scenario economico e consumistico internazionale partecipando in maniera determinante anche alla crescita dei continenti di plastica, ormai stanziali negli oceani del Pianeta.

Questo non significa, ad esempio, che conferire il Premio Nobel a Greta non possa avere quella carica simbolica necessaria a infondere nelle coscienze di ognuno, ricco o povero che sia, l’importanza della salvaguardia del nostro pianeta dalla catastrofe ambientale.