2.700.000 italiani sopravvivono grazie alla Caritas

Sono 2.700.000 gli italiani sopravvissuti nel 2017 grazie alle mense dei poveri. Cifre poco note a causa dell’imbarazzo e della dignità di chi non è mai stato abituato a farlo, perché “prima ce la faceva”, tutto sommato.

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Ed è così che di Aquarius in Aquarius la catena dell’ipocrisia lascia i pasti pagati. Come a Napoli con il meccanismo del “caffè sospeso”, quando coloro che hanno facoltà lasciano, a loro buon cuore, un caffè pagato per chi ne ha più bisogno. Così, ogni tanto capita che si affaccia qualcuno alla porta del bar per chiedere dignitosamente se c’è un “caffè sospeso” per lui.

Ciò che banalmente non si capisce è il fatto che la Lega ha costruito il suo consenso non sulla pelle dei poveri migranti, ma contro l’ipocrisia di quanti si rifiutano perfino di “toccare” il vicino della porta accanto perché colpito da miseria, mentre riversano tutta la loro umanità nei confronti del migrante. Gli stessi che percepiscano come “vomitevoli” – per usare un linguaggio sprezzante à la Macron, con tanto di nasmo all’insù – coloro che non possono pagare nemmeno il ticket per una visita medica o che sono in fila alla Caritas.

Si odono all’orizzonte i tamburi di un prossimo e devastante scontro sociale. Una guerra civile strisciante e silente. Fu peraltro lo stesso Macron a parlarne quando a Strasburgo espresse la sua preoccupazione per una possibile Guerra civile europea.  
Immaginiamo che il padrone dell’Eliseo si riferisse a quella Rivoluzione che solo qualche anno fa (era il 1789) cambiò l’Europa e il mondo.

Perché, a ben vedere, non c’è motivo di allarmarsi ulteriormente sui corsi futuri: la guerra civile è già in atto da tempo! Ci riferiamo a quello scontro economico ben più crudele, per il quale i Paesi si combattono all’ultimo penny, cercando di infliggere povertà al nemico con l’arma che non si inceppa mai: quella di indebolire l’avversario, impoverendolo con il maggior numero di feriti possibili. D’altronde, i morti costano solo un sacco di plastica nera.

I feriti di ultima generazione delle Nazioni più ricche sono i migranti che assorbono il massimo delle risorse sociali di quei Paesi che sono forzati a farli sbarcare. Costretti da quegli uomini che prima portano guerra nei territori da dove scappano i migranti – tutto per qualche barile di petrolio (e hanno la faccia tosta di parlare di “esportazione della democrazia”!) – e poi danno le pagelle di bontà, mentre sorseggiano Misericordia

Certo, una volta integrati i migranti diventano delle preziose risorse, ma nel frattempo debbono spartire le fila delle mense degli impoveriti, i quali non avranno tempo per vedere germogliare le virtù di chi arriva, avendoli concorrenti da subito nella corsa al piatto di minestra.
Una visione cruda di una realtà che solo gli ipocriti non vogliono convincersi, infettati da quel buonismo che li vede sul fronte delle parole a dirottare i disperati sempre a casa di qualcuno purché non sia la loro.

Anzi, se possono, con la scusa di promuoverli perché utili alla nostra crescita sociale, li fanno lavorare per due euro l’ora. D’altronde, dovranno pur trovare i soldi per pagarsi le vacanze nelle spiagge più esclusive, no?!