UniCredit, via 10.000 dipendenti

Nonostante una complicità quasi religiosa, nei confronti dei superiori, 10.000 dipendenti non ce l’hanno fatta e sono stati messi alla porta da quei banchieri che prima di loro avevano cacciato a calci nel sedere decine di migliaia di clienti che, nel bene o nel male, gli rendevano ricchezza.

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Come potevano pensare i solerti impiegati che, prima o poi, non sarebbe successo anche a loro?!

Ebbene, non solo è successo ma siamo all’inizio di quella mattanza che i mercati finanziari hanno preparato da tempo e con una cura quasi maniacale. Dopo aver massacrato, e rapinato, risparmiatori e azionisti adesso, come il conte Ugolino, divorano i loro figli.

Quei figli che mentre rantolano sotto i morsi del padre, con un fil di voce, dicono essere pronti a fare a cazzotti, ma ormai non li sente più nessuno perché la masticazione è quasi ultimata. Ugolino è già alla pre-fase digestiva!

La grande madre UniCredit, inizia proprio a licenziare da casa sua, l’Italia. Ma dovranno fare i conti con l’agguerrito numero uno di FABI, Lando Sileoni, il quale nel nome ha una certa assonanza con il più famoso Nando Moriconi (alias Albertone nazionale) che nel film “Un americano a Roma” ci ha fatto sbellicare dalle risate, vuole gridare dall’alto del Colosseo “se li licenziano mi butto di sotto!”. Perché c’è proprio da ridere quando ascoltiamo i difensori dei lavoratori che vanno a cercare le loro pecore smarrite, dopo che le aziende bancarie e non hanno smantellato i recinti e disperso gli ovini nella prateria della disperazione.

Evidentemente i sindacati, nobili cani da pastore di un tempo, si erano dati alla macchia se decine di migliaia di lavoratori vengono cacciati dal pascolo lavorativo con tanta disinvoltura adducendo, anche loro, che è colpa della globalizzazione, della finanza, e della moria delle vacche… ma non quella dei cani lupo!

E di cane lupo Ugolino in cane lupo Ugolino, gli unici che lavorano sono loro, facendo la guardia al nulla e prendendo un sacco di soldi. Un po’ come i commissari straordinari che vengono messi a guardia delle aziende in difficoltà con oltre 200 dipendenti, mostrando le loro impareggiabili capacità e accompagnandole al fallimento una seconda volta come, per esempio, Il Mercatone Uno.

Ma cosa c’entra il Mercatone Uno con UniCredit? C’entra perché è tutto un magna magna: io ti finanzio una finta società maltese che garantisce lo Stato, i commissari straordinari incassano le loro parcelle milionarie e nella trappola finiscono i piccoli fornitori e dipendenti, come scritto nel manuale del piccolo manigoldo. Una catena di montaggio della truffa ben oliata che nel Bel Paese ancora funziona come fosse nuova di pacca.

Ci tengo a precisare che nomi, personaggi e situazioni associate nel presente articolo, seppur separatamente vere, sono del tutto casuali. Quello che si vuole indicare è un malcostume che ci sta accompagnando dritti dritti verso una dittatura.