• domenica , 25 febbraio 2018

È tempo di pantegane: si salvi chi può!

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Ascolta.

In natura la specie delle nobili pantegane è associata a fiumi, stagni ed in genere a pozze permanenti d’acqua anche salmastra: si tratta tuttavia di una specie che predilige trasformare gli ambienti naturali per soddisfare le proprie esigenze, spesso a scapito dell’equilibrio ecologico.
Diciamolo, la loro grande passione è colonizzare le fognature per dispensare come gran sultani le epidemie di peste più devastanti.

Ma a proposito di diffusione della sporcizia, della fame e della conseguente peste di manzoniana memoria ci viene in mente, con riferimento puramente casuale, che le banche hanno venduto per un boccone di pane i loro crediti incagliati in mezzo alle povertà di ultima generazione alle società avvoltoio usuraie le quali vivono lo stesso habitat delle nobili pantegane.

In breve, sono quegli esseri spietati che, comperati i crediti a quattro soldi, passano all’incasso con maniere brusche e se non puoi pagare ti convincono, in un modo o nell’altro, a partecipare agli affari di famiglia.

Parliamo di quel genere di uomini che per raggiungere i loro scopi assoldano spacciatori di droga emarginati, ma soprattutto trovano manodopera tra quelle persone indebitate che, con la promessa di essere lasciate in pace, si trasformano per fame da gente per bene in promotori d’affari improvvisati e pericolosi, perchè non abituati a giocare con la violenza tout court che gli può sfuggire di mano.

Insomma, per certi versi, vengono assoldati con la logica dei drogati che, per pagare la loro dose di cocaina, diventano spacciatori.
In questo campo inesplorato stanno per approdare vere e proprie orde di uomini, assoldati per lavorare in questi nuovi mestieri lasciati in ereditá dai banchieri i quali, rientrati delle perdite perchè defiscalizzate, hanno buttato sul mercato i loro ex debitori da spolpare, in pasto alle orde di barbari che li hanno comperati.

Ma siamo ancora all’antipasto di quanto accadrá con gli NPL, custodi giudiziari delle abitazioni pignorate, in quanto date a garanzia di prestiti non corrisposti dai clienti degli istituti di credito.

Stante agli ultimi rilevamenti della Banca d’Italia, i dati ci raccontano che il 35% delle aziende italiane sono passate a miglior vita e se aggiungiamo le persone che vi lavoravano – di cui una parte aveva chiesto un mutuo per la casa – provate a pensare al disastro sociale che si sta per consumare con una politica autoreferenziale e familistica, oggi impegnata ad affrontare la campagna elettorale con lo slogan:
“si salvi chi puo”.

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