• mercoledì , 17 gennaio 2018

Sospendere i C.D.A. bugiardi delle banche

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C’era un tempo che noi esseri comuni e mortali eravamo “ignoranti”: non sapevamo le cose e riponevamo la nostra fiducia nelle Istituzioni. Lasciavamo che la maestra fosse mentore dei nostri figli senza intercedere con il piano di studi; al medico affidavano senza indugio la nostra salute; il sacerdote era custode della nostra fede; le forze dell’ordine vegliavano sulla sicurezza e tutti eravamo certi che se avessimo ricevuto un torto la magistratura avrebbe fatto giustizia.

ascolta

E le banche? Beh, nelle banche riponevano una fiducia particolare, consegnavamo al direttore parte dello stipendio perché lo custodisse per noi, accettavamo i suoi consigli come fosse un buon padre di famiglia e ci lasciavamo guidare negli investimenti più sicuri: come i buoni del tesoro. A quei tempi non c’era nessuno di loro che non fosse una persona onesta: almeno era quello che pensavamo!

Dunque, l’ignoranza; se avessimo saputo le cose forse ci saremmo chiesti perché Diogene vaga costantemente con la sua lampada per cercare una persona onesta! La storia dei risparmiatori italiani, tutelati dall’Art. 47 della Costituzione, finisce nel peggiore dei modi, quando in maniera inaspettata i banchieri di ultima generazione si ammalano di “ludopatia”, giocano d’azzardo con i nostri quattrini e li perdono tutti nei Casinò della finanza.

Poi, per nascondere il vizio, come tutti i malati patologici, drogati, alcolizzati e giocatori d’azzardo incalliti, arrivano a mentire e truffare per occultare le perdite: fino a fare carta straccia di quella fiducia che le famiglie italiane riponevano da sempre nel sistema bancario. Ed è così che sono stati sputtanati decine di miliardi con la Banca d’Italia costantemente girata dall’altra parte.

La cosa curiosa è che tutti i banchieri si sono accantonati personalmente una fortuna, non hanno mai giocato con i loro danari e la cosa ancora più curiosa è che vengono ascoltati dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta con lo stesso riguardo che era dovuto ai tempi del Marchese Onofrio del Grillo, che sperperava i suoi beni. Loro, invece, i banchieri, hanno speso i nostri di beni, con la complicità di una politica sempre più costosa e indebitata.

Ora, nel dubbio e in attesa che la giustizia faccia il suo corso, bisognerebbe sospendere tutti i consigli di amministrazione (sospetti di disonestà) delle banche ispezionate da Diogene, e sostituirli con dei nuovi al di sopra di ogni sospetto: l’unica cosa sensata perché il cittadino risparmiatore possa tornare ad avere fiducia nell’Istituzione bancaria.

Tutte le altre promesse, sono promesse da politico… ops, da marinaio!

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