Rimborso truffati banche, decide giudice caso per caso


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Il Decreto Salva Banche e l’aiuto al Monte Paschi sono stati deliberati e pagati cash in pochi minuti. Invece, le truffe ai risparmiatori effettuate da alcune primarie banche del Paese, grazie alla genialità perversa di banchieri “magliari”, devono ancora essere sentenziate da un giudice prima di liquidare (forse) i rimborsi ai risparmiatori.
Insomma, se non si patteggia bisognerà aspettare il terzo grado di giudizio per aver certezza del raggiro, ma questo era stato previsto anche dal precedente governo… cos’è che cambia, allora?

Nulla! siamo alle solite comiche, questa volta rese più roboanti dalla cifra del risarcimento di ben un miliardocinquecentomilioni di euro. I truffati dovranno pagarsi le spese legali di avvocati che non vedevano l’ora venisse stanziato quel miliardo e mezzo per i propri clienti. Questi dovranno combattere con altrettanti avvocati delle banche, ancora più agguerriti i quali, dalla loro parte, hanno tempo e quattrini a volontà, a fronte dei pochi centesimi rimasti in tasca ai poveri raggirati.

Quindi, rispetto a quanto deciso dal precedente governo non cambia nulla. Al solito è un macabro scherzo nei confronti di quanti si sono fidati della banca sotto casa. L’unica differenza, semmai, è l’enfasi messo nello slogan: “rimborseremo tutti i risparmiatori truffati dalle banche”!
Si è riaccesa la speranza per oltre un milione di cittadini risparmiatori umiliati, che si erano già rimboccati le maniche e rassegnati al dolore. Ora invece vengono di nuovo illusi, come un malato a cui si promette che è stata trovata la cura alla sua malattia. Un abominio!

Forse, piuttosto che prendere in giro gli ottantenni che qualche giudice condannerà come avidi speculatori, questo governo avrebbe potuto fare una cosa senza costi ma che avrebbe messo allo scoperto gli ammiccamenti tra i banchieri, l’Unione europea e la Banca d’Italia: sospendere immediatamente i privilegi a tutti i funzionari, fino ai presidenti e amministratori delegati della banche in odore di aver venduto in malafede i titoli azionari dei rispettivi istituti. Così si farebbe giustizia…altro che ascoltare quattro esagitati predicatori – e per una volta non mi riferisco ai politici – che hanno tentato di fare solo i propri interessi!

Tanti sono i banchieri che negli istituti veneti, per esempio, sono stati liquidati con somme faraoniche e poi riciclati in altre banche, ma per tutti i difensori dei cittadini risparmiatori cavalcare il “fico d’india” sarebbe stato scomodo e poco remunerativo, rispetto ai giochi di prestigio che hanno illuso centinaia di migliaia di persone che sono corse il 4 marzo al voto. Tutt’altra cosa rispetto alla presa in giro di rimborsare i cittadini dopo la sentenza di un giudice…vale a dire mai!

Con l’aggravante di aver illuso un’altra volta i truffati e poi fatto spendere loro gli ultimi risparmi per pagare avvocati senza scrupoli che magari si mettono pure a giocare su due tavoli per patteggiare somme che non arriveranno mai.

In questi anni nessun politico si è messo seriamente di traverso ai banchieri. Perché mai avrebbero dovuto farlo i politici del cambiamento? Del resto, anche i governanti “del popolo” tengono famiglia ed è sempre più conveniente avere una banca amica a disposizione per qualsiasi cosa (prestito, mutui, leasing o altro)…non si sa mai.

Immagine: Il prestigiatore di Hieronymus Bosch