• domenica , 19 novembre 2017

Premiata la corte di Visco II

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Una ubriacatura di promozioni e conseguenti aumenti di stipendi in Banca d’Italia, come a voler festeggiare la nuova incoronazione di quel re nudo che ci ricorda quella fiaba di Andersen dove un imperatore vanitoso, soprattutto nel vestire, si fece intortare da due imbroglioni che gli dissero di avere a disposizione un tessuto talmente leggero da sembrare invisibile.

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L’imperatore, ordinò subito un abito per mostrarsi ai sudditi i quali applaudirono l’eleganza del sovrano, che in realtà non indossava nulla e fu allora che i cittadini si resero conto che il re non aveva niente addosso: era nudo.

Dunque, la vanità; Ignazio Visco, neo eletto Governatore di Bankitalia, nel suo precedente mandato (2011-2017) ha esercitato il suo ruolo in punta di scarpone, con una presenza mediatica, attivismo e una esposizione superiore a quella di tutti i suoi predecessori messi insieme; fino a dare l’idea che volesse perfino ispezionare lui stesso le questioni interne delle banche.

Ricordiamo, che per questa sua generosità operativa è stato anche indagato nella storia poco edificante della Banca Popolare di Spoleto. Certo, una strana coincidenza che quasi alla fine del suo primo mandato e a poche ore dall’inizio del nuovo, un numero incredibile di funzionari passino ad incassare il meritato premio di una carriera da fare invidia allo stesso re.

Tutto questo succede mentre sotto le mura di Palazzo Koch, i risparmiatori e gli azionisti reclamano a gran voce che venga ripristinata la giustizia finanziaria che li ha ridotti in povertà. Il punto è che Ignazio non li può ascoltare, perché ha promesso che l’insegna del suo secondo mandato sarà quella di “non vedere, non parlare e non sentire”, ma solo ubbidire a quei poteri che lo hanno riconfermato a bassa voce, quasi a non farsi sentire – loro!

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