La pecunia “che” olet!

 



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Spagna e Germania, tanto per citarne alcune, fanno parte di quei Paesi che il presidente Mario Monti nel 2012 ha pensato bene di aiutare partecipando al salvataggio dei rispettivi sistemi bancari con 60 MLD, e se ricordate il momento, compiaciuto di compiacere disse: ce lo ha ordinato l’Europa. 

Ma poi, quando l’Europa ha chiesto, al già Rettore della Bocconi, se anche l’Italia volesse approfittare dell’occasione e partecipare alla grande abbuffata, lui, il Monti, sdegnato, ha risposto no grazie: le nostre banche godono di ottima salute!

In realtà lo erano davvero ricche sfondate, nel senso che già il Monte Paschi, ricoverato in rianimazione dopo aver ingoiato Antonveneta, per non soffocare lo hanno finanziato con i primi dei tanti 5 MLD che ha ricevuto, e così via fino ai giorni nostri, dove è emerso tanto di quel marciume che sarà difficile bonificare.

Però, a dirla tutta, le banche italiche rubacchiano addebitando un po’ di spese non dovute sui conti correnti per tirare il mese e pagare gli stipendi, soprattutto ai consigli di amministrazione; in breve soffrono ma non falliscono, e questo al di là di ciò che vogliono farci credere.

Se pensiamo a quella cinquantina di miliardi che lo Stato ha tirato fuori dalle nostre tasche per salvare il sistema bancario, era solo per mascherare un’emergenza che non c’era, altrimenti non mi è chiaro come noi italici abbiamo risanato un sistema bancario, per giunta cinque anni dopo la Germania e la Spagna con un decimo della cifra che hanno speso i due Paesi: circa 600 MLD!

La verità, che peraltro fa incazzare soprattutto i germanici, è che noi godiamo di una fonte inesauribile di moneta che per certi aspetti supera la potenza di fuoco della Banca Centrale Europea, cioè quei contanti un po’ sudaticci delle più imponenti organizzazioni malavitose, le quali conoscono bene il detto: “pecunia non olet“.

I banchieri sono i servi striscianti di questo mondo parallelo che condiziona quella politica che ci governa con grande severità, a noi comuni mortali! E loro? Beh, loro, i mafiosi, godono dell’immunità fornita dai soldi diplomatici che passano le frontiere senza controlli, mentre se il ragioniere di fantozziana memoria entra in banca con una banconota da 200€ suonano tutti gli allarmi e mentre arrivano i Carabinieri il solerte direttore chiama pure la Guardia di Finanza.

Così stanno le cose, ma almeno non prendeteci per i fondelli, perché sappiamo bene che il 118 dei soldi “mafiosi” tiene in vita le banche e, aggiungo, i compensi faraonici dei banchieri. Torneremo sull’argomento, in quanto riteniamo che la prossima Commissione parlamentare sulle banche si dovrà occupare anche della pecunia “che” olet!