La Centrale Rischi consegna le aziende alla mafia

Allarme infiltrazioni mafiose nelle aziende venete, lombarde, emiliane: questa è l’ultima delle vicende riguardanti la stagnante economia nostrana, di nuovo in recessione dopo un periodo di timida ripresa.

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Che cosa è successo? Vediamo di capire. La crisi è scoppiata da un giorno all’altro,  come sappiamo. Da un giorno all’altro, perciò, le banche hanno declassato i buoni clienti in cattivi clienti, chiedendo i rientri dai fidi concessi fino al giorno prima con molta disinvoltura. E quegli stessi impiegati che ti osannavano quando entravi in banca, che ti compiacevano al sol fine di proporti qualche investimento, poi hanno cominciato a evitarti, sempre da un giorno all’altro, perché magari non sei riuscito a rientrare tempestivamente del fido concesso o per aver chiesto lo spostamento di una rata del leasing o del mutuo. Badate bene, si tratta sempre di quel mutuo che ti avevano spinto a sottoscrivere quasi a forza e con tutti i vantaggi inimmaginabili, fino a qualche tempo prima.

Poi lo stesso hanno fatto per le azioni, i titoli e per quell’assicurazione sulla vita sottoscritta previa minaccia di svuotare il libretto a risparmio della nonna per rientrare dallo scoperto. 

Ora, molte persone si sono rimboccate le maniche e hanno ricominciato da capo a lavorare rigorosamente in nero. Di queste, alcune, per non togliersi la vita cosi come hanno fatto migliaia di imprenditori che si sono suicidati, hanno fatto i patti con la mafia tentatrice. Del resto, dovevano decidere se fare i conti con la Guardia di finanza e con l’agenzia delle entrate con il rischio di passare per furbetti evasori e chiudere definitivamente l’attività per sopraggiunta galera o continuare a galleggiare come del resto stavano facendo, però stavolta con l’aiuto di qualche protettore e usuraio.

D’altronde, mentre la produzione delle aziende che non esportano sono ai minimi storici e i commercianti si scontrano con le corazzate dei supermercati, l’azienda malavita non conosce crisi e, come dicono amministratori e banchieri, sono sempre in eccesso di liquidità.

Quella liquidità che suona come sirene di Ulisse per le imprese che non si sono messe i tappi nelle orecchie. Molte di queste, perciò, non hanno saputo resistere a quel fascino del richiamo del Dio contante. E in quel letame ci sono cascati con tutte le scarpe!

Allora, cosa fare per uscire dall’inferno della Centrale Rischi e ottenere un finanziamento lecito? Nulla, non dovete fare nulla, perché all’inferno vi rimarrete segnalati per tutta la vita, che paghiate o meno il debito. Quindi, se non avete nulla da perdere, non pagate, non rivolgetevi alle società malavitose che spesso vengono suggerite con parole criptate da qualche funzionario di banca imbecille, al punto tale per cui non si capisce quanto lui stesso sia vittima o carnefice.

Dopo anni di mortificazioni e sacrifici immani e le mille assicurazioni degli istituti di credito, dopo aver fatto fronte ai vostri impegni, se andate a comprare una lavatrice a rate vi verrà detto che siete persone non solvibili perché negli anni passati non siete stati puntuali con i pagamenti.
È qui che scatta la trappola della mafia che vi proporrà di sostituirsi alla banca e al leasing per le esigenze della vostra famiglia e delle vostre aziende, riconsegnandovi la soddisfazione di andare nel negozio di elettrodomestici o dal concessionario di automobili a comperare in contanti quello che vi avevano negato a rate.
Lì troverete venditori pecoroni pronti ad ossequiarvi, solo perché maneggiate denaro sonante.

Ma chi sono i responsabili di tutto ciò se non quei banchieri de noantri che hanno spinto molti verso questo mondo oscuro delle zone grigie tra legalità e criminalità?
Banchieri e esperti della finanza internazionale, con le loro ricette austere a danno dei più deboli, della piccola e media borghesia, hanno di fatto favorito lo smaltimento di quell’oceano di contanti che una volta, in larga parte, veniva investito nel mercato immobiliare.

Che nessuno sbarri gli occhi sgomento, basti pensare, come ho scritto molte volte, che la ‘ndràngheta, prima azienda del Bel Paese, maneggia banconote per oltre 50 miliardi all’anno e se la sommiamo alla mafia, camorra, e sacra corona unita forse abbiamo eguagliato il bilancio dello Stato – e voi pensate che le banche facciano profitti con i pensionati?! Piuttosto i pensionati con la minima li segnalano alla Centrale Rischi perché non hanno pagato la bolletta della luce o aiutato il figlio con una fideiussione!