• mercoledì , 17 gennaio 2018

Funerale per 500mila azionisti di banca

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Forse la Commissione parlamentare d’Inchiesta sulle Banche si doveva preoccupare di più delle persone truffate dai banchieri. Quei banchieri che hanno giocato e perso con i risparmi dei cittadini azionisti.

Invece, anche per la nostra sfrenata passione di gossip, abbiamo reso più facile il compito di quella politica che, trovato un terreno fertile, ha pensato bene di assecondare le curiosità morbose dei pettegoli piuttosto che concentrarsi su come fare disinfestazione del marciume che regnava, e regna, nel mondo bancario e finanziario del Paese.

A tale scopo la Commissione ha fatto recitare la commedia agli attori più noti come Barbagallo, Vegas, Visco e Ghizzoni, tra gli altri, che ci hanno cantato la poesia di Natale, omettendo completamente, o quasi, le truffe perpetrate a mezzo milione di azionisti.

Azionisti a loro insaputa come Matteo, per esempio, il ragazzo colpito da un albero caduto d’improvviso mentre transitava in motorino e rimasto paralizzato; poi risarcito con un milione di euro dal comune dove era accaduto l’incidente. I genitori di Matteo avevano depositato i soldi in Veneto Banca, chiedendo quale fosse il miglior modo per non rischiare nulla, in attesa di costruire una casa adatta alla disabilità del figlio.

Ebbene, gli hanno fatto comperare le azioni dell’istituto di Montebelluna restituendo, quando ne hanno avuto bisogno, zero! Tanto valevano le azioni che gli avevano venduto spergiurando che in quel modo erano come depositati nel forziere più sicuro!

L’esempio è crudo tanto quanto crudele è stato quel funzionario dissennato che ha precluso a Matteo una vita decente; e di crudeltà in crudeltà le storie di centinaia di migliaia di risparmiatori azionisti si accavallano in un insieme di incredibili malvagità che hanno gettato nella disperazione una gran parte delle famiglie italiane.

Cosa avrebbe dovuto fare la Commissione, presieduta dal politico di lungo corso Pier Ferdinando Casini che per decenni ha predicato il bene comune, se non difendere il risparmio come dall’Art. 47 della Costituzione? Il clamoroso fallimento di ogni controllo da Parte della Banca d’Italia è emerso prepotentemente, così come una totale assenza di dialogo con la CONSOB.

Il presidente Vegas, in scadenza di mandato, non è stato prorogato, mentre Ignazio Visco perché è stato riconfermato quando erano già evidenti le responsabilità di Bankitalia? È opinione di molti che la Commissione parlamentare d’inchiesta abbia celebrato il funerale di oltre 500mila risparmiatori e azionisti.

di A. Santoro e G. Schiavon

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