È finita la stagione teatrale delle banche

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La campagna elettorale è iniziata, così come sono cominciate le spese, ed era giusto che le banche uscissero di scena per impegnarsi socialmente nel finanziare ogni forma di democrazia attraverso quei prestiti utili ai migliaia di candidati pronti a servire il popolo. Se poi aggiungiamo le Regioni della Lombardia e del Lazio ecco che i numero dei candidati aumenta in maniera esponenziale.

Beh, questo cosa vuol dire? vuol dire che nessun politico, o aspirante tale, parlerà delle banche in maniera negativa; anzi, non ne parlerà proprio! Ma non ci avete fatto caso che, dopo la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Pier Ferdinando Casini, non le nomina più nessuno?

Anche se qualche eccezione, un po’ a macchia di leopardo c’e’, nel senso che il partito di Fratelli d’Italia, per esempio, ha riconosciuto alla rappresentante degli azionisti delle 4 banche, di cui Etruria è la più nota, il diritto di tribuna e le ha offerto la possibilità di raccontare i “misfatti” vissuti durante la campagna elettorale; lo stesso sta facendo il Movimento 5 Stelle, soprattutto in Veneto, la Regione dove i leghisti sembravano i più convinti sostenitori dei risparmiatori azionisti.

Insomma, chi è rimasto alle parole sono un po’ tutti gli altri partiti, piccolissimi, piccoli, medi e grandi; per loro i banchieri appaiono intoccabili, così come lo sono per gli imprenditori e tutti coloro che ne ricevono benefici diretti e indiretti, come parenti amici e compari di quei banchieri che li hanno ricoperti di prestiti come piovesse a catinelle: un po’ come il divertente film di Checco Zalone “Piove a catinelle”, ricordate?

Che i politici, da sempre sponsor dei banchieri, siano prudenti lo capisco, ma tutte quelle associazioni che sanno perfettamente che è difficile fare qualcosa per i loro iscritti non comprendo la cautela nel prendere decisioni drastiche, ma soprattutto utili a difendere al meglio i risparmiatori azionisti; sembrano quasi accontentarsi dei 50milioni messi a disposizione dal Governo, a fronte di decine di miliardi fatti investire da alcune banche alle persone che si fidavano di loro.

Per assurdo, arrivo a capire che una persona possa tentare di truffare un’altra persona – se in buona salute fisica e economica, ma quando si gioca sulla fragilità di chi è stato colpito da una disgrazia, come i risparmiatori azionisti di molti istituti di credito, ritengo i comportamenti di questi venditori di parole perfino crudeli.
Così come sono state, e sono, spregiudicate tutte quelle organizzazioni che hanno prosperato, e prosperano come fattucchiere su coloro che dopo le “azioni” rischiano di perdere anche la “casa”.