• domenica , 19 novembre 2017

Una equilibrata riflessione sulle banche, s’ha da fare

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Il risparmio e il credito sono le facce della stessa medaglia, si alimentano l’un l’altra perché il Paese possa prosperare e dare sempre più benessere ai cittadini che ne sono gli azionisti (del Paese). Intorno a questo principio fondante, l’Italia è cresciuta fino a competere con il Regno Unito per aggiudicarsi il quinto posto tra gli Stati più accreditati del Pianeta: erano gli anni Ottanta.

ascolta

 

Le banche per la politica sono sempre state il portafoglio del papà per agghindarsi a festa e conquistare consensi e fin qui, nulla di nuovo, anche se spesso si è esagerato nel prelevare moneta dal borsellino del genitore. Nonostante ciò i risparmiatori italiani “formica” sono stati più tenaci degli spendaccioni “cicala”. Infatti, continuano a prestare garanzie per il loro Paese – come è giusto che sia.

La crisi delle banche ha messo in evidenza la delicatezza di un equilibrio finanziario che non può essere liquidato con “la colpa è sempre di qualcun altro”, ma di tutti noi. Se l’esperienza traumatica che ha portato al collasso il sistema bancario deve servire come clava alla politica per darsele di santa ragione durante la campagna elettorale, non faremo nessun passo avanti.

La politica, invece, dovrebbe cogliere l’occasione per progettare un nuovo futuro bancario italiano; il tutto non può essere liquidato alla Ponzio Pilato con la scusa che ormai ogni decisione in tal senso spetta all’Europa, spetterà anche alla BCE, ma i quattrini sono nostri! Ma porca miseria, come si fa a non capire che recuperare la fiducia dei risparmiatori è indispensabile per la stessa crescita dell’Italia?

La politica ritrovi quello spirito partecipativo dei Padri Costituenti che avevano indicato nella tutela del risparmio il pilastro fondante per lo sviluppo del Paese. Ci si può azzuffare su tutto, per carità, ma sui risparmi dei cittadini e sulla loro salute la prudenza è d’obbligo.

Aver aiutato gli istituti di credito con il Decreto Salva Banche, anche se fatto in fretta, è stato un’atto dovuto e di responsabilità da parte del Governo, così come è doveroso aiutare quei risparmiatori “abusati” dalle banche più spregiudicate, ma soprattutto con pari velocità – ecco perché il ©DecretoSalvaRisparmio “Risparmiatori e Azionisti” sarebbe opportuno.

Compito della nuova politica è valutarne la fattibilità e rendere agile il successivo percorso operativo così indispensabile per ristabilire la fiducia con i risparmiatori, che dopo tante parole ora rimangono in attesa di azioni concrete – e il ©DecretoSalvaRisparmio “Risparmiatori e Azionisti” lo è (concreto).

©Progetto di MANIFESTO ORIZZONTI SOCIALI di Angelo Santoro

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