• mercoledì , 13 dicembre 2017

Sono i banchieri gli azionisti delle SOCIETÀ AVVOLTOIO

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Placate le acque tempestose della crisi bancaria italiana, che ha visto la nomina della Commissione d’Inchiesta per chiarire cause e responsabilità dell’accaduto, abbiamo avuto finalmente il tempo di seppellire – con gli onori dovuti – quel 30% di piccole aziende decedute durante la burrasca.

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Asciugate le lacrime, adesso abbiamo il tempo di guardarci intorno, ma quello che vediamo con sgomento è la spregiudicatezza con cui una banda di banchieri ha messo sul lastrico milioni di famiglie. Famiglie a cui avevano prestato, con leasing o mutui ipotecari, le somme per comperare una casa modesta, la bottega e in molti casi il piccolo capannone dove lavorare.

Ebbene, quello che pensavamo fosse un’insieme di cause internazionali e in parte anche l’incapacità della classe dirigente, si sta rivelando inesatto almeno in parte: cioè, scientemente le menti criminali di alcuni banchieri hanno alimentato il mercato immobiliare con una valanga di finanziamenti per poi successivamente far scattare la trappola e chiedere i rientri immediati dei prestiti ai primi accenni di crisi.

Questo ha accellerato il processo per azionare le garanzie e pignorare tutti gli immobili, o parte di essi, che erano stati precedentemente finanziati, e metterli in un immenso, virtuale, “magazzino del mattone”. Ecco che, una volta placata la bufera, gli stessi banchieri che avevano costituito, sotto mentite spoglie, le SOCIETÀ AVVOLTOIO, hanno iniziato ad acquistare tutte le nostre case e botteghe al 10% del loro valore: dopo aver lasciato agli istituti di credito il tempo di ammortizzare le perdite.

Il gioco perverso consisteva nel fatto che erano sempre gli stessi banchieri che come si dice: “se la cantavano e se la suonavano”. Nel senso che disponevano dei poteri necessari per revocare e concedere finanziamenti, a loro insindacabile giudizio, come fossero i padroni assoluti di ogni cosa, compresi i nostri risparmi. In ballo non c’era la crisi, o solo la crisi, ma un affare di centinaia di miliardi che vedrà triplicare gli utili delle SOCIETÀ AVVOLTOIO – in un batti baleno.

Il bello è che i banchieri azionisti di queste società non hanno tirato fuori neanche un penny, perché è proprio con i nostri risparmi che si finanziano gli acquisti di questi colossali investimenti, per poi rimettere i soldi a posto dopo aver fatto i loro sporchi affari.

In fondo a questa denuncia vi facciamo un esempio tanto eclatante, quanto significativo: Veneto banca, qualche tempo fa, aveva acquistato per 500milioni la BIM di Torino, la quale è stata rivenduta recentemente per soli 26milioni. A tal proposito, forse sarebbe il caso di guardarci dentro prima di pignorare la bottega dell’artigiano che non riesce a coprire il fido di qualche decina di euro, cosa dite?

Infine, una provocazione, e se fossero gli azionisti “truffati” a costituirsi in una ASSOCIAZIONE di controllo? Una struttura che abbia la possibilità di verificare i meccanismi con cui gli istituti di credito affidano alle SOCIETÀ AVVOLTOIO gli appalti per la vendita di decine di migliaia di immobili … …

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