Banche: “incateniamo i Gulliver!”

Gulliver

Quando si viveva nell’aia, si salutava il sorgere del sole con voce squillante: “chicchirichì” era il nostro buongiorno alla vita! Non ci mancava mai da mangiare: cose buone e sane; praticamente era come fossimo a tavola con il contadino, perché egli ci portava tutto ciò che avanzava dal suo piatto.
Sapevamo che, prima o poi, ci avrebbe tirato il collo ma nel frattempo venivamo trattati bene… sapeva che saremmo stati più appetitosi a tavola; infatti, “nostrani” ci chiamava!
Adesso non vediamo più la luce e veniamo alimentati in batteria con acqua e antibiotici. Tutto questo affinché qualcuno possa speculare su quella carne marcia da metter sul mercato…
La stessa cosa è accaduta con le banche. Ricordate quanto ci trattavano bene, fintanto che avevano necessità di investire i nostri risparmi?!
Come il contadino coi polli e le galline dell’aia, non c’era una volta in cui il direttore della filiale non fosse sempre sorridente con i risparmiatori: quando ci incontrava al bar, era sempre lui a offrire il caffè.
L’usura di ultima generazione ci ha spogliato di ogni nostro avere. Le azioni che ci propinavano , spacciandole come più sicure dei Titoli di Stato, sono ora carta straccia. Siamo stati trattati come dei polli… in batteria e senza luce! E adesso cosa fare? Beh, non possiamo certo rimanere con le mani in mano! Non prenderemo i forconi perché, nonostante tutto, siamo e rimarremo sempre più civili dei banchieri. Però, ci organizzeremo in associazioni, città dopo città, per portare sui tribunali i responsabili di tutto questo. Faremo come in America, andremo da un legale con le nostre carte e, se appoggerà la nostra causa, accetterà di aiutarci accontentandosi di una percentuale a causa vinta. Sono sicuro che, anche in questo modo, ce ne saranno di avvocati che faranno fortuna, per quanta ricchezza sarà riappropriata! Ma pur vincendo tante battaglie, non sarà una guerra facile.
Pensate solo, amici miei, che le banche dispongono sia denaro (il nostro) che tempo, altra risorsa preziosa. Noi di tempo non ne abbiamo più, stretti come siamo nella morsa del debito. Tantomeno possediamo quattrini a sufficienza per muovere grandi armate…
E dunque, siamo in tanti! Una cosa possiamo farla bene: come dei piccoli lillipuziani “giuriamo” di muoverci e incastrarli. Incateniamo i Gulliver!

#angelosantoro