• mercoledì , 13 dicembre 2017

Banca Etruria e il caso Boschi, ritorno al passato

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Alla luce dei fatti recenti, che hanno fatto rimbalzare il nome della banca Etruria come simbolo di immoralità, non possiamo che irritarci ancora di più nel pensare che quattro “furfanti” abbiano infangato il buon nome della stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, che è stata il focolaio determinante della civiltà italiana nel VII a.C. e nel XV d.C.

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Mentre recentemente è stata il luogo dove si è consumato l’inganno più famoso degli azionisti delle banche. Ombre oscure di nascondono dietro il nome di quell’istituto di credito che ha espropriato con la menzogna i risparmi a una delle più antiche e nobili comunità del Paese.

Nonostante questo, i responsabili del brigantaggio bancario più noto, resistono alle accuse più infamanti e pervicacemente rimangono attaccati alle loro versioni dei fatti. Allora, ci chiediamo, chi ha truffato gli azionisti?

Non sono certo loro stessi (gli azionisti) che hanno minacciato i vertici della banca degli ultimi anni per farsi vendere a forza le azioni truffaldine, oppure si vuole dare ad intendere che le operazioni erano speculative e le persone lo sapevano? Addirittura un Vice dell’ABI aveva scritto un libro sull’educazione finanziaria, quasi a rimproverare i risparmiatori di “ignoranza”.

La tenacia con cui si vogliono nascondere i fatti è sconvolgente, come a farci pensare che in quella banca così antica siano avvenute le transazioni più segrete. Certo è che i risparmiatori hanno perso i soldi con l’acquisto di azioni “infami” vendute loro con l’inganno, come è certo che qualcuno è scappato con “la cassa del reggimento”.

Ogni volta i protettori politici dei truffatori si nascondono dietro la magistratura “lasciamoli lavorare, dicono”, “la verità verrà fuori!”, ma di quale verità parlano che sanno tutto, sono loro stessi che devono andare dal Procuratore della Repubblica e raccontare ogni cosa, altro che aspettare.

L’esempio di Ghizzoni è eclatante, “aspetto che mi chiamino” dice; vai tu porca miseria, e chiarisci al più presto ogni cosa, prima emerge la verità e prima gli azionisti risparmiatori truffati sapranno cosa li aspetta.

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