Pillole di storia: “1939” le premesse della seconda mondiale

Il trenta settembre del 1938 il primo ministro inglese Neville Chamberlain giunse in una sera di pioggia all’aeroporto Heston, vicino a Londra, agitando un foglio verso la folla plaudente. “Pace” gridò con giubilo.

Il foglio di carta era l’accordo firmato a Monaco alle due della notte da Chamberlain, dal Premier francese Edouard Daladier, da Hitler e da Mussolini. Questo incontro al vertice ruppe la tensione durata tutta l’estate e che a fine settembre portò l’Europa sull’orlo della guerra. La dibattuta questione riguardava una zona della Cecoslovacchia: la regione dei Sudeti, per gran parte di lingua tedesca, irrequieta e riottosa sotto l’agitazione nazista. Hitler ne aveva preteso prima l’autonomia, poi l’ammissione alla Germania.

Chamberlain aveva fatto a Hitler due visite conciliatorie. Ogni volta il Fürer aveva aumentato le pretese, ma aveva assicurato al Primo Ministo inglese: Questa è l’ultima richiesta territoriale che dev fare all’Europa. Alla seconda visita aveva minacciato che quella situazione intollerabile doveva essere risolta entro il primo ottobre, altrimenti i nazisti avrebbero marciato contro la Cecoslovacchia.

L’incontro dei Quattro Grandi, due giorni prima della scadenza del I ottobre, portò all’Accordo di Monaco e immediata annessione dei Sudeti alla Germania e arbitraggio delle prestese polacche e ungheresi su altri territori cecoslovacchi.

5 ottobre:  Alla Camera dei Comuni tra sarcastiche interruzioni, Winston Churchill deplora l’accordo di Monaco definendolo una “ disfatta totale e non attenuata”. La Camera sostiene Chamberlain con maggioranza di quasi tre voti a uno.

10 ottobre: Mentre i Cecoslovacchi, gli Ebrei e isocialdemocratici tedeschi fuggono alla regione dei Sudeti, i nazisti ne completano l’occupazione. La Polonia costringe i Cechi a cederle la zona di Teschen.

1 novembre: L’arbitrato tedesco-italiano assegna al’Ungheria una parte della Rutenia. In un mese là Cecoslovacchia è costretta a vedere a Hitler, ai Polacchi e agli Ungheresi un terzo della sua popolazione e del suo territorio.

11 gennaio 1939:  Chamberlain, con l’immancabile ombrello, arriva a Roma accompagnato dal Ministro degli Esteri Lord Halifax per stabilire le relazioni più cordiali con Mussolini. “Non si è concluso nulla” riferisce Galeazzo Ciano, allora Ministro degli Esteri, al suo collega tedesco Joachim con Ribbentrop. I militaristi giapponesi, incoraggiati dagli avvenimenti europei, hanno rovesciato il governo moderato del principe Fumimaro Konoye.

14 febbraio: Hitler assiste al varo della corazzata Bismarck, una sfida tedesca alla supremazia navale inglese.

15 marzo: Contravvenendo al suo impegno Hitler, con quattro armate tedesche, occupa la Moravia e la Boemia, sotto il pretesto che i Cechi “perseguitano e massacrano” i tedeschi.

23 marzo: Hitler comincia a esercitare sulla Polonia per il ritorno della Città Libera di Danzica al Reich e per un corridoio extraterritoriale traverso la Polonia dalla Germania, alla Prussia Orientale. La Lituania cede Memel alla Germania.

7 aprile: In questo Venerdì Santo, letuppe italiaanne invadono l’Albania, nè espellono Re Zog e inseriscono un cuneo tra Grecia e Jiugolavia.

27 aprile: La Camera dei Comuni approva la prima coscrizione dell’Inghilterra in tempo i pace. Hitler risponde il giorno dopo, abrogaoando l’accordo navale tedesco-inglese e denunciando il trattato  di non aggressione tedesco-polacco.

3 Maggio: Molotov succede a Litvinov come Commissario per gli Esteri. Dato che Litvinov è ebreo, il suo allontanamento prelude a relazioni più strette tra nazisti e sovietici.

22 Maggio: L’Italia e la Germania concludono un’alleanza politica e militare, il cosiddetto Patto d’Accciaio. La potenza militare di  Hitler è ora quasi doppia di quella del precedente settembre. L’armamento preso all’esercito cecoslovacco servì per 35 divisioni tedesche e la produzione della fabbrica ceca Skoda fu pari a tutta a  produzione bellica inglese.

17 giugno: A Danzica, il Ministro tedesco della Propaganda Joseph Goebbels dichiarò “inevitabile” che la città si unisca al Reich e che “qualunque potenza cerchi d’impedirlo” commmetterebbe un errore, perché la  Germania non è “come altri stati in cui i destini sono nelle mani di uomini deboli”

10 luglio: Con due milioni di tedeschi sotto le armi, fronteggianti la Polonia, Chamberlain manifesta la sua ansietà alla Camera dei Comuni e riafferma l’imtenzione di schierarsi con la Polonia se la sua indipendenza fosse stata minacciata.

23 agosto: con improvviso capovolgimento, nazisti e sovietici, reciprocamente ostili, concludono un patto commerciale e di no aggressione alla Polonia, già bloccata a occidente, di ricevere materiali bellici dall’est.

25 agosto: Inghilterra e Polonia concludono un patto di alleanza militare, confermando le garanzie già date, dopo di che Hitler, rinvia il piano d’invasione della Polonia “per vedere se fosse possibile eliminare l’intervento inglese”.

28 agosto: L’Inghilterra ammonisce Hitler che “la questione polacca deve essere risolta con pacifici e liberi negoziati”. La Francia chiude le frontiere con la Germania. Comincia il razionamento in Germania, Inghilterra, Francia, aGeramnia e Polonia sono quasi pienamente mobilitate.

30 agosto: Hitler, la sera del 29, accettò di ricevere il negoziatore polacco, purché questi giunga nelle 24 ore, munito di pieni poteri.  Mezzanotte l’ambasciatore inglese a Berlino, Sir Neville Henderson, presentana Von Ribbentrop una protesta contro l’irragionevolezza d’aspettarsi che un negoziatore polacco arrivi a Berlino senza sapere su che cosa debe trattare. Ribbentrop legge allora con la massima velocità   un programma di 16 punti e si rifiuta i darne il testo a Henderson perché è ormai superato, non essendo giunto alcun emissario polacco.

1  settembre: Senza formale dichiarazione di guerra, le forze hitleriane invadono la Polonia. L’Inghilterra e la Francia ne pretendono il ritiro e chiedono che siano ripresi i negoziati. Hitler indossa la sua uniforme della prima guerra mondiale e dice: Non me la toglierò finché la vittoria non sarà nostra, o, non vivrò per vedere la fine.

3 settembre: Alle 9 l’Inghilterra presenta alla Germania questo ultimatum “Ordinate il ritiro dalla Polonia per le 11 o entreremo in guerra. Un analogo ultimatum francese scadeva sei ore dopo. Alle 11,15  Chamberlain comunica per radio all’Impero britannico: “ Il nostro Paese è in guerra con la Germania. Che Dio vi benedica tutti e che Egli difenda il diritto”.